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Verso il 4-2-3-1 anche contro la Juve, tra esigenze e voglia di cambiare

Si va verso la conferma del sistema di gioco visto nell’ultimo mese

Il nuovo sistema di gioco, nel complesso, sta dando frutti più che importanti: tre vittorie sue tre e soprattutto la possibilità di sfruttare, almeno fino al momento, una maggior vena creativa di un Malinovskyi raramente visto così performante e continuo. Anche per questo motivo domenica (ore 15 contro la Juventus) si andrà verso la conferma del 4-2-3-1 già visto contro Verona, Udinese e Fiorentina, che permette una maggior concentrazione di uomini offensivi rispetto a quanto al solito modus operandi gasperiniano.

Il cambio di rotta pensato dal tecnico di Grugliasco da un mese circa a questa parte è dovuto, come anche ha avuto modo di dire dopo la gara del Franchi, anche a un’esigenza del momento, dettata dagli uomini a disposizione. Considerando che l’unico titolare assente di livello, al netto di un Pessina positivo al Covid da una settimana circa, è Hateboer l’esegesi del messaggio diventa più comprensibile: Maehle non ha le stesse caratteristiche dell’olandese, al netto del valore indiscutibile di un ragazzo che sta trovando grande spazio anche nella sua Nazionale. Sfruttare i miglioramenti difensivi di Gosens e la possibilità di traslare Tolói a esterno destro basso può quindi aiutare a percorrere un’altra strada, nell’ambito di quegli accorgimenti che l’allenatore ha spesso dimostrato di applicare al suo undici negli anni.

Anche tramite nuovi cambiamenti e accorgimenti il timoniere nerazzurro è riuscito a offrire un’Atalanta sempre più competitiva negli anni, pur non modificando mai i principi di gioco fondamentali. Artifici utili anche a rendere la squadra più malleabile al contesto europeo, perchè la Dea è ormai conosciuta in tutta Europa…

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