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Verso la Juve col dubbio del modulo. E Pessina?

Matteo Pessina in campo contro la Juve pur con due allenamenti soltanto in gruppo negli ultimi 12 giorni? Il dubbio del modulo persiste

Matteo Pessina e il modulo, ovvero il negativizzato recente con due soli allenamenti – con la rifinitura del sabato – nelle gambe insieme al gruppo squadra e lo schieramento da opporre alla Juventus. Domenica, contro i campioni d’Italia uscenti, il primo degli spareggi per un posto al sole nella prossima edizione della Champions League si trascina un duplice dubbio fino al kick off, o meglio alla presentazione delle distinte di gioco.

MODULO E PESSINA: DUPLICE DUBBIO. Dopo tre partite consecutive impiegando il 4-2-3-1, ma sempre contro squadre che difendono a tre come Verona, Udinese e Fiorentina, l’allenatore Gian Piero Gasperini, come del resto annunciato nel dopogara del “Franchi” (“Vedrete presto di nuovo il nostro modulo”), è pronto alla contro-virata. Dopo tutto in ballo c’è un esterno in più o in meno, Joakim Maehle, con Robin Gosens unico di reparto riciclato nella difesa a quattro, a sinistra. Quanto al monzese, isolato dal 6 aprile fino al 15 come da protocollo, già contro i viola ha trovato in Mario Pasalic il sostituto naturale.

CONTRO LA JUVE: A QUATTRO O A TRE? Al cospetto dei bianconeri, che giocano a fasce coperte ed esterni comunque spiccatamente offensivi come l’ex Dejan Kulusevski e Federico Chiesa, puntare ai duelli individuali sembrerebbe un azzardo ancor maggiore che il ritorno allo schema preferito dal profeta di Grugliasco. Le uniche certezze sono José Palomino dietro con Rafael Toloi e Berat Djimsiti, stante la squalifica di Cristian Romero, la presenza della mediana di ferro Marten de Roon-Remo Freuler e Duvan Zapata terminale unico. Ruslan Malinovskyi, Josip Ilicic e Luis Muriel ballano tra il 4-2-3-1, col bomber colombiano alto a sinistra, e il 3-4-1-2 o 3-4-2-1. Prudenti e coperti, oppure offensivi as usual senza dare riferimenti? Il nodo è proprio Pessina, l’arma tattica all’insegna dell’equilibrio: senza di lui si è comunque meno coperti.

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