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L’ultimo nome accostato: scopriamo chi è il jolly Ellyes Skhiri

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Autore di 5 reti con il Colonia nell’ultima stagione, è un autentico jolly a livello di ruolo

Forse da considerarsi come il miglior elemento in dote alla sua squadra attualmente, il jolly franco-tunisino Ellyes Skhiri del Colonia ha parecchi interessamenti di mercato in giro per l’Europa. Tra i club accostati al calciatore, al momento solo da fonti di stampa estere, ci sarebbe anche l’Atalanta. Proviamo in breve a descrivere un suo profilo.

Classe ’95, è nato 26 anni fa a Lunel, in Occitania. Dopo un lungo percorso nel settore giovanile del Montpellier è giunto in prima squadra, con Frédéric Hantz decisivo nel suo lancio in pianta stabile da titolare quando il ragazzo aveva solo 21 anni. La serata della sua definitiva affermazione fu a fine 2016, quando fu grande protagonista nel pesantissimo 3-0 rifilato al PSG di Cavani e Thiago Silva. In alcune occasioni anche capitano, ha poi scelto di intraprendere l’avventura in Bundesliga ormai un paio di anni fa, con i Caproni che hanno pagato il suo cartellino solo 6 milioni di euro. Una cifra abbastanza contenuta, soprattutto se paragonata alle cifre che da qualche anno a questa parte stanno contraddistinguendo il calciomercato internazionale. Ha optato per la Nazionale tunisina, con cui ha giocato anche le Olimpiadi di Londra nel 2016. All’ultima Coppa d’Africa ha ben figurato, giocando titolare tutte le partite e reggendo il centrocampo di una squadra giunta a un passo dalla finale, sfumata ai supplementari contro il forte Senegal di Koulibaly e Sadio Mane.

CARATTERISTICHE TECNICHE – Giocatore fisicamente di buona prestanza anche se muscolarmente non straripante, può giocare in quasi tutti i ruoli del centrocampo e all’occorrenza anche adattarsi a compiti da esterno di difesa. Bravo nell’interdizione e vero e proprio uomo d’ordine, ha forse il difetto di non avere ritmi eccessivamente intensi, soprattutto se paragonato ai canoni di alcuni interpreti del ruolo al giorno d’oggi. Anche per questo motivo potrebbe palesare un po’ di fatica nell’eventuale adattamento al metodo gasperiniano, prezzo da pagare che ha coinvolto molti degli acquisti effettuati dall’area tecnica nerazzurra nel corso degli ultimi anni.

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