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Le pagelle della finale Primavera: troppi errori nerazzurri

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Atalanta-Empoli si chiude 3-5, con la Dea incappata in diverse disattenzioni che sono state pagate a caro prezzo

L’Empoli vince lo Scudetto Primavera battendo l’Atalanta 5-3. Molti errori, soprattutto nelle retrovie sono stati pagati a caro prezzo. Ecco i nostri giudizi.

DAJCAR 5: non esente da colpe sul primo e sul quarto gol. Scelto al posto di Gelmi per queste finali, non ha sicuramente dato oggi risposte così soddisfacenti.

SCALVINI 6: fa capire perché è tenuto in gran considerazione anche dalla prima squadra: di testa sono tutte sue e nel complesso si dimostra sempre efficace. Espulso nel finale, quando sceglie il fallo tattico per arginare la differenza di velocità con Baldanzi.

BERTO 5,5: ingenuo a non usare il corpo sul primo gol di Ekong, ma nel complesso non demerita, occupandosi anche dell’impostazione da dietro. (Dal 1’st CITTADINI 6: non è facile fare la guerra ai brevilinei toscani. Nel complesso non demerita e colpisce anche una traversa nel nel finale, a seguito di una strepitosa azione personale).

CERESOLI 5,5: confermato braccetto di sinistra, va un po’ in difficoltà quando Ekong sprinta da quel lato. Esce a fine primo tempo, scarificato in nome del cambio di sistema. (Dal 1’st OLIVERI 7: chi parte fuori ha sempre ragione quando si perde, è vero. Va però detto che con il suo ingresso la squadra guadagna moltissimo in qualità e velocità di pensiero. Pericoloso almeno tre volte, non segna più per casualità che per altro. Il prossimo anno sarà fondamentale).

GHISLANDI sv: la sua gara dura solo 10′, in cui spinge meno del solito ma fa in tempo a fare una buona diagonale su Fazzini.
(Dal 12′ GRASSI 7: forse il migliore. Esordisce con una grande chiusura su Lipari al 23′, poi propone un cross perfetto per il gol di Italeng. Si propone con costanza e sembra essere l’unico con il passo di Ekong della retroguardia; dal 34’st MEDIERO 6: entra quando le squadre sono dieci contro dieci e serve affiancare Italeng. Si piazza a sinistra andando spesso verso il centro, creando anche qualche potenziale pericolo. Sembra palesare il difetto di toccare troppo palla. Da capire se il prossimo anno sarà uno dei 2002 tenuti come fuoriquota).

GYABUAA 6: inventa per il momentaneo pari, anche con un po’ di fortuna, visto che la palla passa in maniera fortuita tra le gambe di Asslani. Nella ripresa offre una gran palla a Italeng, poi perde il duello in velocità con Fazzini per il definitivo 5-3. Probabilmente andrà in B, sperando di ritagliarsi spazi.

SIDIBE 6,5: si conferma elemento con il gol nel sangue, colpendo bene per il gol del momentaneo 1-1. Latita però in copertura sul gol del 2-1 dell’Empoli, e è altamente responsabile dell’espulsione di Scalvini, vista la palla persa in modo troppo superficiale.

RENAULT 6: si alterna tra destra e sinistra a seconda dei momenti del match, non demeritando e mostrando sempre buona propensione alla fase offensiva.

GHISLENI 5,5: ha grande qualità, ma la mostra solo a tratti, non solo per colpa sua. (Dal 23’st DE NIPOTI 4,5: entra con la solita voglia e si prende quasi subito il rosso per una gomitata. Può capitare, ma il voto basso è conseguenza inevitabile.

CORTINOVIS 6: tampona debolmente Baldanzi in occasione del 2-1, ma la colpa non è certo sua: ha semplicemente cercato di ovviare alla mancanza di chi doveva coprire in quella situazione. Forse a volte un po’ troppo specchiato in sé stesso (vecchio difetto). Nel finale trasforma il rigore, che fa sperare di nuovo solo per qualche secondo Non resta che sperare possa mostrare le sue grandi qualità anche nei professionisti. Determinante sarà la scelta della squadra, da non sbagliare…

ITALENG 6: è generoso come sempre, e la sua presenza dà sempre un sentore di paura al buonissimo suo centrale toscano. Sul gol deve solo spingere la palla in porta, rifacendosi di una situazione analoga capitata sul 3-1.

MASSIMO BRAMBILLA 5,5: la finale è comunque un successo, se si considerano le tante difficoltà accusate durante la stagione, tra stop Covid, calendario fittissimo da gennaio in poi e mille altre variabili. Stasera è sembrata mancare un po’ di gamba e, soprattutto, forse si poteva prevenire meglio la verticalità dell’Empoli, andato spesso a nozze nelle azioni di ripartenza.

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