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Locatelli fa le cose per bene: derby alla Juventus

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Un gol nel finale del centrocampista azzurro regala alla Juventus la terza affermazione consecutiva in campionato: è Locatelli a incornare i granata

Dalla Sampdoria al granata che invoglia, ecco la terza vittoria di Madama in una serie A cominciata malaccio ma proseguita col tris di bottini pieni a far data dallo Spezia. Poker cronometrico al novantesimo: Alex Sandro-Federico Chiesa da sinistra con tocco dentro, alla fine della lunetta c’è Manuel Locatelli bello piazzato per aprire il piattone decisivo in un derby da cuore in gola. La Juventus si avvale del secondo gol di fila in campionato del lecchese ex Milan e Sassuolo per avere la meglio sul coriaceo Torino di Ivan Juric quasi al fotofinish. Sarebbe anche potuto arrivare il bis al 1′ di recupero, se non fosse per il legno preso dall’ex atalantino (come Locatelli, dagli 8 agli 11 anni…) Dejan Kulusevski (dai 16 ai 19) in contropiede. Un match di cui Max Allegri, spuntato per la doppia defezione Morata-Dybala, ha deciso di giocare la seconda metà virando al 3-5-2.

IL DERBY DELLA JUVENTUS. Al “Grande Torino”, dunque in trasferta secondo il calendario, i bianconeri si sono imposti faticosamente, pur creando di più. Al 2′ Kean in scia con l’intervento di De Ligt prende tempo e spazio a Bremer allargando troppo il diagonale da posizione defilata per quanto ravvicinata; al raddoppio cronometrico la seconda palla gol: Pobega apre il casello a Rabiot, il vercellese-astigiano non ci arriva e McKennie a rimorchio spara oltre il montante. Superato il botta e risposta intorno al decimo tra l’americano e Singo, al 22′ Lukic svetta imperfettamente sulla rimessa lunga di Ola Aina da sinistra, a sette dalla pausa Szczesny non si fa sorprendere dal conato dell’ex Genoa e Udinese dalla lunga, a uno Zina salva in corner sullo scarico di Bernardeschi a al futuro martch winner.

RIPRESA: LOCATELLI, 3 PUNTI PER LA JUVENTUS. Al rientro dal tunnel al 7′ svetta Alex Sandro su cross di Cuadrado, entrato per l’unica vera punta in campo per i bianconeri: miracolo di Milinkovic-Savic, che si ripete, però bloccandolo, sul mancino da fuori del colombiano. A tiro del quarto d’ora Valeri e la VAR sorvolando sulla mini spinta (gamba sinistra e ambo le braccia) di Pobega ancora sul più decisivo dei cambi. In attesa del rompighiaccio, con le folate toriniste tenute a bada dal vecchio leone Giorgio Chiellini, al 26′, Rabiot al culmine di una manovra avvolgente allarga per la botta alta del lecchese. Che vicino alla vetta del forcing la scala in cordata, mettendoci la precisione e la freddezza.

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