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Sosta al momento giusto, per ricaricare le pile (e i muscoli)

Prima di un altro tour de force i nerazzurri potranno schiarirsi le idee e ritrovare la condizione migliore tra nazionali e infermeria

Rispetto al pit -stop di settembre che interrompeva un campionato appena cominciato, dopo i tre ko nerazzurri nel giro di 96 ore questa pausa per le nazionali diventa una manna per l’Atalanta.  Per Robin Gosens la strada sarà ancora lunga (probabilmente passerà anche la sosta di novembre prima che il tedesco torni in campo) ma Toloi e Pessina proveranno a recuperare per l’Empoi, il 17 ottobre, compleanno numero 114 dell’Atalanta.

Se negli ultimi due anni la Dea era ammirata (e invidiata) anche e soprattutto per la capacità dei suoi 11 uomini di giocare quasi tutte le partite macinando chilometri senza mai stancarsi o farsi male, in quattro giorni la situazione si è capovolta all’improvviso e la squadra di Gasperini ha perso tre titolari. Il peso di una preparazione a metà e un calendario particolarmente severo col trittico di fuoco Inter-Young Boys -Milan hanno fatto alzare bandiera bianca a Gosens, Toloi e Pessina. Vittime di infortuni che sarebbero potuti capitare anche nelle loro nazionali, ma il fatto che possano rimanere a Bergamo ed essere seguiti fin da subito dallo staff atalantino è un fattore che gioca a loro favore.

E poi sarà essenziale ricaricare le pile dopo il grosso dispendio di energie nervose: la nazionale, per chi potrà accumulare minuti, spesso è un toccasana per i nerazzurri che tornano con il morale più alto e un’esperienza in più nelle gambe.

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