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L’ex Oms Ranieri Guerra: “Atalanta-Valencia? Una follia di Gori e Sala”

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Nel suo libro, l’ex direttore vicario dell’Oms attacca i sindaci in quanto “autorità sanitarie locali” che non impedirono il match dopo la dichiarazione di emergenza sanitaria

Non le manda a dire l’ex direttore vicario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Ranieri Guerra che nel suo libro “Controstoria della pandemia”, uscito qualche giorno fa, attacca duramente Giorgio Gori e Giuseppe Sala, rispettivamente sindaco di Bergamo e Milano, in quanto “autorità sanitarie locali” che non impedirono la disputa dell’ormai nota Atalanta-Valencia dopo la dichiarazione di emergenza sanitaria. Come riferisce l’Agi, Guerra, indagato dalla Procura di Bergamo nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria, torna sulla gara giocata il 19 febbraio 2020, considerata una delle ‘micce’ in quella che risulterà una delle zone più aggredite al mondo dal Covid.

QUASI 40000 TIFOSI. “Per quanto oggi ci possa apparire assurdo, folle, inconcepibile – scrive Guerra, che ha lasciato da agosto l’Organizzazione e dirige adesso l’Accademia Nazionale della Medicina – e così ci appare perché lo è senza ombra di dubbio, nei giorni che precedettero la notte di coppa del 19 febbraio non venne in mente a nessuna autorità locale, istituzione politica o sportiva, che far entrare e tenere attaccati l’uno all’altro sui seggiolini per 90 minuti 36mila tifosi, gran parte dei quali arrivati in massa da un’altra città e destinati a tornarvi subito dopo, fosse una pessima idea, con il virus già in circolazione nel Paese. Nelle due settimane successive 1 persona su 5 dichiarò di avere avuto sintomi riconducibili al virus”.

SINDACI IN TRIBUNA. Guerra poi rincara: “come un compendio dei più tragici errori commessi sulla pelle dei lombardi. Nelle due settimane successive una persona su cinque dichiara di aver avuto i sintomi riconducibili al virus e questo nonostante il Panflu vigente (piano di prevenzione influenzale, ndr) prescrivesse la moratoria di tutte le manifestazioni di massa: perché non venne applicato?”. “Il fatto che ancora non si potesse immaginare l’impatto che avrebbe avuto il Covid sull’area bergamasca non è un’attenuante perché c’erano già alcuni fattori evidenti di cui tenere conto, in primo luogo le caratteristiche demografiche dell’area, contraddistinta da un’elevata età media e quindi da un quadro iniziale di maggiore vulnerabilità che avrebbe dovuto imporre di evitare almeno i grandi assembramenti e quindi le occasioni di contagio di massa; in secondo luogo, la portata storica che quella partita avrebbe rappresentato per i tifosi e infatti quel giorno furono organizzati circa 100 autobus che partirono da Bergamo verso le 15 e 30 e arrivarono alle 17”. Infine sui sindaci Gori e Sala, con Guerra che non capisce perché “gli amministratori locali invece di preoccuparsi per una minaccia alla salute pubblica ormai conclamata hanno consentito tutto questo tre settimane dopo la dichiarazione dello stato di emergenza. Il sindaco di Milano e quello di Bergamo erano in tribuna, dopo averlo annunciato tramite i profili social e questo mentre in Emilia Romagna altri amministratori avevano già avuto il coraggio di prendere decisioni ben diverse in autonomia”.

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