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Ottobre in Europa, che passione: 34 anni fa il ko con l’Ofi. L’autunno dell’Atalanta

Atalanta

Soltanto un tris di successi tra Fenerbahce, Apollon e Midtjylland per l’Atalanta nella fase iniziale dell’autunno. Storia di un ottobre difficile in Europa

Manita sporca sul gobbone l’altra volta a Manchester, all’Etihad, illudendosi per una mezzoretta contro il City di Pep Guardiola, uno che temeva il “dentista” Gian Piero Gasperini, 3-2 in rimonta fra mille rimpianti nel freschissimo mercoledì 20 contro lo United all’Old Trafford. Tempio dei sogni al pari del mese di ottobre, si direbbe, per un’Atalanta capace di portarsi da sola in trionfo in Europa soltanto tre volte nella propria storia comunque illustre di Regina delle Provinciali. Dal gol del Cina a Istanbul 34 anni or sono al poker di Herning col Midtjylland, passando per il 3-1 reggiano ai ciprioti in Europa League, la vicenda nerazzurra oltre confine nel mese delle castagne e delle prime piogge è sempre stata costellata di difficoltà.

ATALANTA, OTTOBRE PIOVOSO IN EUROPA. Prova ne siano le cinque sconfitte su nove match disputati per la gloria continentale dal 1963 della prima delle due Coppe delle Coppe fino ai giorni nostri, con l’unico risultato nullo il 27 del 2020 nel 2-2 casalingo con l’Ajax. Rimontando il doppio svantaggio: al rigore alla mezzora di Tadic e al bis 8 minuti più tardi di Lassina Traoré rispose la doppietta nella ripresa
di Duvan Zapata al 9′ e al quarto d’ora.

OTTOBRE: LA PASSIONE INIZIA NEL ’63. La prima volta nel mese fatale, quando i viaggi per i tifosi e le trasferte organizzate erano un miraggio bello e buono, fu in realtà duplice.
Leggi il rendez-vous a casa altrui con lo Sporting Lisbona, sulla scia della Coppa Italia vinta il 2 giugno precedente a San Siro sul Torino grazie alla tripletta di Angelo Domenghini, e lo spareggio successivo, non valendo regolette tipo la marcatura in trasferta, A Barcellona. Due ko per 3-1, seguiti all’uno due tra Salvador Calvanese e la stessa ala destra di Lallio il 9 settembre al “Comunale”. Il 9 ottobre, il danese Kurt Christensen (17′) fece in tempo a impattare il vantaggio di Figueiredo (5’), quindi Mascarenhas (63’) e Bè (76’) in una sfida complicata dalla lussazione al gomito sinistro del portiere Gigi Pizzaballa alla prima uscita su una palla inattiva: niente cambi, in porta ci andò l’oriundo argentino che era una punta. Cinque giorni più tardi, Carlo Alberto Quario in panchina, stessa solfa: Nova (21′) illude, poi Mascarenhas (24′), che replicherà al 115′ ai supplementari a tiro del compagno Lucio (98′). La prima e unica volta al Camp Nou per il calcio targato Bergamo.

OTTOBRE IN EUROPA: DA SALONICCO A OGGI. L’Ofi Creta sarebbe stato ribaltato sotto la Maresana, nel pomeriggio di sole del 4 novembre 1987, da Eligio Nicolini e Oliviero “Gas – Bomber Vero” Garlini, ma intanto, in quell’edizione della Coppa delle Coppe agli ordini di Emiliano Mondonico che si sarebbe conclusa in semifinale col Malines, anche il secondo turno come il primo nella tana del Merthyr Tydfil iniziò con una battuta d’arresto. Salonicco, 21 ottobre 1987: decide Persias dopo 17 giri di lancetta, allo Stadio Toumba. Nella prima delle due Coppa Uefa disputate, invece, contro lo Spartak Mosca fu futale settembre, quello del primo turno sbattuto addosso agli occhiali casalinghi del 13 e al gol per tempo di Cerenkok (28′) e Rodionov (88′) a Mosca due settimane più tardi.

OTTOBRE: LE ECCEZIONI. La primissima delle tre eccezioni citate in premessa porta la firma di Valter Bonacina, mediano preferibilmente laterale capace di sbancare il Fenerbahce a 2′ dall’intervallo il 24 ottobre 1990, prima di seppellire i turchi col poker a uno a Bergamo nel sedicesimo di ritorno del 7 novembre. Quindi il 3-1 all’Apollon Limassol al Mapei Stadium nel Gruppo E di Europa League, 19 ottobre 2017: Ilicic (12′), Schembri (59′), Petagna (64’) e Freuler (66′) a tabellino. Infine, il 21 ottobre dell’anno scorso a Herning al vernissage del girone D della coppa dalle grandi orecchie: 26’ Zapata, 36’ Gómez, 42’ Muriel e 89’ Mirančuk.

2019, L’OTTOBRE HORRIBILIS. Due rivoluzioni terrestri or sono, infine, l’uno-due di ko che secondo i gufi sarebbe dovuto costare l’eliminazione precoce dalla competizione più ambita nel Vecchio Continente. Milano, 1º ottobre 2019, ore 18.55: Atalanta-Shakhtar 1–2, anche allora ribaltati nel punteggio don Junior Moraes (41′) e Solomon al quinto di recupero a rovesciare il temporaneo rompighiaccio di Duvan (28′). Quindi l’altra sponda della città degli Oasis, il 22 ottobre 2019: 5-1 per i Citizens, bravi a replicare al rigore di Ruslan Malinovskyi (28′) con Agüero (34’ e dal dischetto al 38’) e il triplettista Raheem Sterling (58′, 64′ e 69′).

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