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Tullio Gritti da solo contro la Samp: i precedenti

Una volta in corsa e due dall’inizio come responsabile tecnico unico della squadra bergamasca: anche contro la Samp i precedenti di Gritti dicono bene

Tre su tre. Toccando ferro, contro la Samp forse la squalifica di Gian Piero Gasperini per l’Atalanta è il minore dei mali. Perché il suo fedelissimo vice Tullio Gritti, che di suo ha un ruolo di marcia invidiabile sia come subentrato che da sostituto dal kick off, quando affronta i blucerchiati col principale in tribuna non sbaglia un colpo. Anche quando il suo mentore entro l’area tecnica e oltre ne combina di grosse, vedi lo spintone al segretario generale doriano Massimo Ienca nell’episodio mezzano qui ricordato.

GRITTI DA SOLO: IL RUOLINO DI MARCIA. Il percorso netto coi blucerchiati dall’altra parte della barricata parla di 5 gol fatti e soltanto 1 subìto, nell’unico scontro diretto da allenatore in capo in cui il mister di Basiano cresciuto all’Ortica nella Scarioni e diventato grande da punta con Caravaggio, Brescia e Verona s’è trovato a dover rimpiazzare il Gasp a partita in corso. Da solitario a referto, il record è di 4 vinte, 5 pareggiate e 1 persa, col Napoli, di misura, il 21 gennaio di 4 anni or sono. Da subentrato, con l’Udinese domenica 24 ottobre è stato l’unico nullo a fronte di 9 successi e l’unico ko in casa della Lazio (2-1) il 15 gennaio del 2017.

GRITTI CONTRO LA SAMP: TRE SU TRE. Le squalifiche a ripetizione del profeta di Grugliasco hanno proiettato Gritti in panchina come unico deputato a sgolarsi, come ricordato in premessa, in ben tre occasioni al cospetto della Sampdoria. Le potete vedere riassunte nei video a piè di articolo. Il 22 gennaio 2017 la sola del tris a Bergamo, un bottino pieno grazie al rigore del Papu Gomez per fallo di Torreira su Andrea Petagna. L’altra da refertista senza l’ingombrante Gasp, invece, la vittoria all’inglese sul prato di Marassi del 28 febbraio scorso grazie a Gosens e Malinovskyi. Last but not least, il 2-1 in extremis da posizione impossibile del nazionale tedesco, con Duvan e Quagliarella dal dischetto prima di lui, il 10 marzo 2019, sempre tra le mura nemiche: l’arbitro Michael Fabbri di Ravenna, curiosamente VAR nella decima giornata, cacciò il mister numero uno per aver contestato il penalty.

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