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Musso: “L’Atalanta era l’avversario che subivo di più”

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Musso parla anche di fede: “Ho un lato religioso molto accesso dentro di me”

Juan Musso ha parlato in esclusiva a La Nación dal ritiro della Nazionale argentina, parlando anche della sua nuova avventura a Bergamo. Vestire il nerazzurro è per lui quasi motivo di sollievo perchè: “L’Atalanta è stato l’avversario che ho subito di più. Una volta ho preso 7 gol, poi 4, poi ancora 3…. Muriel mi ha segnato per otto volte in cinque partite. Non mi è successo con nessun’altra squadra. Quando ho scoperto che mi stavano cercando, ero felice e ho detto al mio rappresentante di prestare attenzione”.

LA CIFRA SPESA “L’Atalanta non è un club che fa grandi acquisti. Già solo per questo è una grande responsabilità. Per quella cifra l’Atalanta avrebbe potuto scegliere qualcun altro e invece ha scelto me. Certo, ora le persone mi guardano molto di più e pretendono molto di più da me. Ed è giusto, è ciò che devono fare”.

LA FEDE “Da bambino mi sono reso conto di avere molta fede in Dio. E da allora, questo mi spinge verso tutti i miei obiettivi, sono molto grato alla vita. Dedico molto tempo alla mia vita spirituale perché sono piena di preoccupazioni. Ho detto che faccio yoga, ma molti lo interpretano come andare a lezione e fare le posizioni classiche, ma no, sto cercando qualcos’altro. Vengo da una famiglia cattolica, mia madre era catechista, e al di là del significato che potrebbe essere nato a San Nicolás, dalla Vergine…, Ho trovato i miei mezzi per avvicinarmi a me stessa. Lo yoga, in realtà, è la scienza della conoscenza interiore e della ricerca di Dio. Tutte le religioni cercano di avvicinarsi alla verità e hanno in comune le stesse domande: ‘cosa stiamo facendo in questo mondo, a cosa siamo, da dove veniamo…?’. Ed è per questo che lo cerco meditando, ispirandomi a Dio, il Creatore, colui che ci dona tutto… Ho quel lato molto vivo, quella fiamma molto accesa. Non mi interessa tanto partecipare a cerimonie religiose, anche se ho il mio mentore, perché credo che la verità e la connessione con Dio siano dentro di sé”.

L’ALBICELESTE “L’Argentina ha perso due finali ai rigori, una finale mondiale ai supplementari e poi hanno decretato che quella vissuta era una generazione di fallimenti. Quella generazione ci ha tenuti nell’élite per diversi anni e questo è già un successo. Giudicare tutto dall’esito di una giocata, quando hai anche il meglio del meglio davanti mi sembra ridicolo”.

IL CT SCALONI  “È intelligente a notare i momenti. Lui e il suo staff tecnico, persone con tanti anni di selezione. Scaloni capisce molto del gruppo, come gestirlo, cosa funziona e cosa no. E questo è davvero importante. Poi il sistema tattico e i giocatori che mette, in una selezione quasi senza sfumature tra titolari e subentrati, sono dettagli. Ma saper trattare un gruppo con tanti giocatori importanti mi sembra una virtù.

MESSI “Messi è un leader. Se Messi, che è unico, si sforza, tutti gli altri devono seguirlo. A volte va bene arrabbiarsi e persino litigare, ma guidare non è urlare o dire cosa fare. Il leader mostra la strada, e con il suo stile, fa salire di livello il gruppo. Gli vedi fare uno sforzo e sai che devi fare uno sforzo anche tu. Tu migliori te stesso, migliorano tutti, migliora la squadra”.

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