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L’assalto all’Europa League. Senza dimenticare il campionato

L’Atalanta resta in corsa per tutti gli obiettivi, ma la bacheca comincia a reclamare un premio al bel gioco

Lunedì si saprà il nome del primo ostacolo in Europa League, negli spareggi-sedicisemi di finale con le seconde dei gironi da giocare nelle ultime due settimane di febbraio. All’Atalanta, intanto, tocca vivere di solide certezze a dispetto della recente e cocente delusione. Ovvero un trittico prenatalizio per non perdere il contatto con la zona scudetto, una coppa di consolazione che rappresenta un obiettivo tecnicamente più raggiungibile e infine, come ha detto il capitano Rafael Toloi a bocce ferme giovedì sera, con la Coppa Italia pur sempre tre fronti su cui dare ancora battaglia.

TRA CAMPIONATO ED EUROPA. La squadra bergamasca, che ha appena smentito il vecchio adagio del non c’è due senza facendosi eliminare dalla corsa agli ottavi di finale alla tera edizione di fila di Champions League, incassa comunque il sostegno del suo popolo appassionato, oltre 13 mila paganti pur nella ripetizione allo scomodo orario delle 19 dopo il rinvio per neve col Villarreal del mercoledì sera, lasciandosi aperte tutte le strade percorribili. Verona, domenica e prima della Roma da ospitare e del Genoa, è la prima tappa della chiusura del girone d’andata vissuto fin qui in crescendo, cinque successi in serie con la rampa di lancio non da poco della Juve e del Napoli battuti nelle ultime due sfide lontano da Bergamo, dove si sono persi punti soltanto nel 2-2 in casa dell’Inter campione d’Italia in carica.

EUROPA: TRA SMACCO E OPPORTUNITÀ. Nessun dramma, a conti fatti, anche se in EL si guadagna meno (210 mila euro a punto contro i 300 mila della CL, senza contare quote ranking e diritti tv), per la prima vera prova da dentro o fuori non superata nel ciclo straordinario da quinquennio abbondante sotto Gian Piero Gasperini, l’artigiano dei sogni che da una settimana ha prolungato il contratto fino al 2024 con opzione per un’altra stagione e non ha certo intenzione di interrompere il discorso qui. Anche se, insieme al mercato di gennaio, con Boga del Sassuolo sempre vicino e ancor più gradito, c’è da mettere nel mirino anche qualche avvicendamento, alla luce delle “prestazioni insolite” di alcune pedine, frase sibillina ma tacitamente riferita a chi ha commesso al dunque gli errori decisivi (Demiral) o non ha ripagato la fiducia (Maehle, Pessina, forse Ilicic).

PASALIC, L’UOMO PIÙ. Al “Bentegodi” il rientro tra le linee del bomber aggiunto (a Zapata, 9 in A e 3 in Champions) Pasalic, 6 gol degli 8 totali nelle ultime 5 partite e rimasto a guardare contro il Submarino Amarillo, è pressoché certo. Ma si deve pure guardare più in là dell’immediato. Si attende il recupero di Gosens all’inizio del 2022: un’assenza pesata più delle altre. E, davanti, un parcheggio adeguato altrove a Miranchuk e Piccoli, ormai fuori dalla rotazione di 16-18 uomini predicata dall’uomo in panchina.

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