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Crosetti su Gasperini: “Un antipatico guastafeste”

Gasperini

Ecco l’editoriale sul tecnico nerazzurro, direttamente dalle colonne de ‘La Repubblica’: l’ironia non manca…

“Gian Piero Gasperini è un uomo tranquillo. Una volta venne quasi alle mani con il Papu Gomez perché non voleva spostarsi di fascia. Un’altra volta spintonò un dirigente della Samp nel tunnel, dopo un’espulsione. Ed è un vero sportivo. Una volta diede del simulatore a Chiesa, un’altra volta a Immobile diede invece del simulatore. Lui non cerca mai scuse. Piglia quattro gol in casa dalla Roma e se la prende col Var per un fuorigioco evidente di un suo calciatore. Sull’altra panchina, rispetto a Gasp, Mourinho sembra don Bosco”. Questo uno stralcio dell’editoriale di oggi, su ‘La Repubblica’, a firma Maurizio Crosetti.

“Non è vero che Gasperini ce l’abbia con gli arbitri: le sue dichiarazioni sono sempre concilianti. “Questi signori sono un problema”. “Vengano a spiegarmi, ci mettano la faccia”. “Noi dell’Atalanta facciamo antologia sui rigori presi”. “Sono stato mandato fuori da un ragazzino”: era il 24 ottobre, si trattava di Livio Marinelli da Tivoli di anni 37, arbitro e maresciallo dell’Esercito italiano con cui fu in missione di pace in Afghanistan, probabilmente per prepararsi a conoscere Gasperini scrive Crosetti.

Ve ne proponiamo un altro passo: “Gian Piero Gasperini è un prodotto della Juventus. Giocò ragazzino con Paolo Rossi e Brio, sostituì Causio in una remota sfida di Coppa Italia. Come allenatore, restò per un decennio nel vivaio bianconero. Per diventare davvero antipatici agli avversari, essere juventini non è indispensabile ma aiuta – si legge su ‘La Repubblica’ – Non è stato un campione, ma anche da calciatore il Gasp rompeva. Ad esempio, un labbro a Maradona in un Pescara-Napoli del 1987. Forse non lo fece apposta, però. Quando un suo dirigente diede del terrone a un tifoso del Napoli, invero un po’ provocatore, Gasp non fece una piega. E forse volò a Siviglia con i sintomi del Covid addosso“. 

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