Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Approfondimenti

Gasperini, esperimenti e occhiali: a Genoa il pari del cuore

Dopo aver detto che Miranchuk pestava i piedi a Malinovskyi, Gasperini ha messo l’ucraino a sinistra, in catena con Zappacosta. Esperimenti da… regalo del cuore

La porta vista tre volte in croce, Zapata-Koopmeiners-Piccoli con Demiral a sfiorarla. Gli occhiali inforcati dall’Atalanta in casa del Genoa avevano francamente le lenti troppo appannate. Tanto che la montatura nemmeno assomigliava a quelle dello stilista. Leggere per capire: Ruslan Malinovskyi spostato sulla sinistra dell’attacco, in catena con l’adattato Davide Zappacosta per non far perdere il posto ad Hans Hateboer, lasciando a destra Aleksey Miranchuk, quello che a detta dello stesso Gian Piero Gasperini nel dopo-Verona pestava i piedi a lui e Josip Ilicic. Tutto bene e tutto giusto, nella partita del cuore del tecnico nerazzurro?

GASPERINI E LA PARTITA DEL CUORE. Non è la prima occasione in cui il vate del calcio bergamasco smentisce le affermazioni dal tono perentorio e didascalico rese in precedenza, ma evidentemente la stanchezza riscontrata in alcuni elementi della rosa a sua disposizione l’avranno indotto a rimescolare ancora le carta. Il turnover, in tempi non lontani praticamente una parolaccia, adesso sta diventando un’abitudine. Solo che hanno avuto l’effetto di regalare il pareggino alla pericolante dal volto amico, questi esperimenti, benché per nulla inediti: per dire, nella scorsa edizione della Coppa Italia la coppia di mancini dell’Est s’era alternata sulle due-tre zolle negli ottavi col Cagliari e nei quarti con la Lazio. Destra o sinistra (appaiato sulla trequarti), russo a segno in ambo i match, il secondo da match winner, e ucraino (suggeritore nel primo) per il 2-2 del la alla rimonta per l’approdo alle semifinali. E il laterale sorano a mancina aveva giocato sullo stesso terreno di fronte alla Samp.

GASPERINI, ESPERIMENTI DA OCCHIALI. Accortosi che non era il caso cambiando difatti le ali al ventesimo della ripresa, con l’inserimento di Ilicic e di Mario Pasalic, quando i flessori di Duvan l’avevano costretto precocemente a far alzare dalla panchina Luis Muriel, il Gasp a quel punto non aveva che il baby Roberto Piccoli da gettare nella mischia nel finale. Risultato, un crossetto del Ronaldito per la fronte del sorisolese, incapace di indirizzare la palla dove avrebbe dovuto per il vantaggio. Ah, già, si rischiava di dimenticarlo: Remo Freuler sostituito all’intervallo da Marten de Roon. Sei titolari diversi rispetto al poker sporco preso sul gobbone il sabato prima per mano della Roma erano forse troppi? Al girone di ritorno l’ardua sentenza. Perché senza stabilità non si va da nessuna parte. E se aver lasciato 2 punti sul campo dell’Inter era stato un onore, aver fatto altrettanto solo a Marassi con la pericolante ha avuto il sapore del placido scambio di doni natalizi.

3 Commenti
Subscribe
Notificami
guest

3 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI NEROAZZURRI

Un bergamasco tutto d'un pezzo, Angelo "Domingo" Domenghini

Angelo Domenghini

Bergamasco DOC e tifoso atalantino

Cristian Raimondi

Il goleador della storia atalantina

Cristiano Doni

Il "Mondo", l'amico di tutti

Emiliano Mondonico

"EL TANQUE" NERAZZURRO

German Denis

PRIMA CAPITANO, POI AUTENTICA BANDIERA NERAZZURRA

Gianpaolo Bellini

IL "VIN DIESEL" DI BERGAMO

Giulio Migliaccio

Uno dei 7 capitani storici, per lui 8 stagioni con l'Atalanta di altissimo livello

Glenn Stromberg

Il goleador della storia atalantina

Riccardo Zampagna

Advertisement

Altro da Approfondimenti