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Esclusiva CA – Coppola: “Innamorato dell’Atalanta. Europa League alla portata”

L’ex portiere nerazzurro: “La lotta scudetto non è chiusa. Carnesecchi? Ha tutto per diventare un grande numero uno”

Il 2022 dell’Atalanta inizia dalla sfida contro il Torino. A confronto ci saranno due tecnici che si conoscono bene come Gian Piero Gasperini e Ivan Juric (rispettivamente l’allievo e il maestro), ma anche due squadre bisognose di punti pur avendo obiettivi diversi. Nerazzurri e granata hanno, però, qualcosa in comune: entrambe le loro porte, in passato, sono state difese da Ferdinando Coppola.

Coppola, sappiamo che ora è nello staff tecnico di Pecchia alla Cremonese. Come va questa nuova avventura?

“Dire bene. Ho iniziato l’anno scorso il mio percorso con Pecchia, prima come preparatore dei portieri e poi con un nuovo ruolo di collaboratore tecnico che facesse da collante tra squadra e tecnici fuori e dentro al campo, ma anche da organizzatore di alcuni aspetti del lavoro quotidiano”.

I risultati sono dalla vostra parte e a Cremona si torna a sognare dopo anni difficili.

“Non so quali siano state le difficoltà del passato. Io posso dire che abbiamo trovato un ambiente giusto e carico con tutti i presupposti per fare bene. Ora, con un po’ di fortuna e un po’ di bravura questa avventura sta procedendo bene, ma il percorso è lungo, manca una buona fetta di campionato e c’è ancora molto da fare”.

A Cremona c’è una bella pattuglia di calciatori in orbita Atalanta, come Valzania, Okoli e Carnesecchi. Da ex portiere, vorrei sapere un giudizio proprio su quest’ultimo.

“Con l’Atalanta c’è una collaborazione abbastanza stretta anche perché il settore giovanile dell’Atalanta sa fornire giocatori di alto calibro e profili interessanti. Per quanto riguarda Carnesecchi, ho avuto il piacere di iniziare la mia avventura con lui. È un profilo importante, ha fatto un bel percorso nelle giovanili anche perché all’Atalanta ha trovato tecnici preparati come Frezzolini e Biffi che l’hanno formato. Il percorso a Trapani è servito a rompere il ghiaccio tra i professionisti e qui a Cremona sta continuando a crescere sotto l’aspetto delle prestazioni, del carattere e della professionalità. Penso che abbia tutte le componenti per diventare un portiere di alto livello”.

Segue ancora l’Atalanta e come valuta il percorso che sta facendo?

“Certamente. L’Atalanta targata Gasperini ha fatto innamorare tante persone per i risultati e per il gioco espresso. Per il mio passato a Bergamo e i ricordi che ho in quella piazza, non posso che essere contento. Dei passi falsi possono capitare ma la squadra ha una straordinaria capacità di riprendere il cammino e recuperare il terreno perso. È una squadra che ha nel suo DNA il fatto di voler vincere a tutti i costi accettando tutti i rischi del caso. Il cammino è positivo e nella lotta per lo scudetto è tra le principali antagoniste dell’Inter. Forse deve solo trovare il giusto equilibrio per fare il definitivo salto di qualità”.

È ancora in corsa per lo scudetto?

“I punti a disposizione sono tanti e il distacco non è incolmabile. Alla ripresa affronterà il Torino e  non sarà una passeggiata anche perché Juric ha un gioco simile a quello di Gasperini. La sfida sarà divertente. All’andata, forse, il Torino avrebbe meritato qualcosa in più ma alla fine il campo ha sempre ragione”.

Si sarebbe divertito a giocare in questa Atalanta? I nerazzurri giocano bene, segnano molto, ma corrono anche parecchi rischi

“Si dice che il portiere forte sia quello che, nell’arco della partita, fa anche solo una parata, ma decisiva. Io penso che ai portieri piaccia essere sollecitato per fare vedere cosa sanno fare e se l’interpretazione del gioco è giusta sei in simbiosi perfetta con la squadra ed è un piacere giocare. Per far parte di questa Atalanta avrei dovuto modificare il mio modo di parare perché provengo da un’altra scuola, ma mi sarei divertito”.

Come valuta il dualismo tra i pali che c’è in casa Atalanta?

“L’ho ribadito già in passato: oggi l’alternanza è una costante. Le partite sono tante e anche lo stress. Non mi stupisce che anche il ruolo del portiere non abbia più le gerarchie di un tempo. L’Atalanta si è adeguata e così facendo permette ai suoi portieri di recuperare nei momenti meno brillanti. Io preferirei che ci fosse una certa gerarchia, con un titolare che all’occorrenza dia spazio al su vice, ma questo non deve fare solo tre o quattro partite all’anno ma molte di più”.

L’Europa League deve essere un obiettivo per l’Atalanta?

“L’Europa League riserva sempre delle insidie perché le avversarie sono tutte attrezzate e il livello è alto però mi auguro che l’Atalanta possa esprimersi al meglio e che possa creare quelle condizioni per provare a vincerla e portare a casa un trofeo che meritato e anche alla portata”.

Che ricordi la legano a Bergamo?

“Fortissimi, le dico solo che a Bergamo ho preso casa. Bergamo è una perla, una città in cui si vive benissimo. La passione verso l’Atalanta è viscerale, squadra e tifosi sono un’unica cosa”.

So che non ama fare i pronostici, ma provo comunque a chiederle come crede che possa finire Atalanta-Torino.

“Difficile dirlo, mi auguro che sia una bella giornata di sport nella quale il bel calcio espresso delle due squadre faccia divertire i tifosi allo stadio e a casa”.

Per finire, un saluto ai tifosi nerazzurri.

“Auguro a tutti un buon 2022. Bergamo ha dimostrato anche durante il Covid di sapersi riprendere e ripartire più forte di prima. Speriamo che il peggio sia alle spalle e che il futuro sia roseo”.

 

 

 

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