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Mercato: non serve un difensore, c’è Scalvini. Ma chi se ne va?

scalvini lazio-atalanta

Il diciottenne di Palazzolo sull’Oglio, alla prima da titolare, sta stupendo tutti. Un elemento di prospettiva che può già coprire le spalle ai titolari

Il mercato di gennaio dell’Atalanta è ben difficile che passi dalla difesa. C’è Giorgio Scalvini ad allungare la coperta. E per l’attacco, assicurato Jeremie Boga, la decisione su chi deve fare fagotto è come sfogliare la margherita. Il “diciottesimo” di troppo nella lista libera degli over è Josip Ilicic o Aleksey Miranchuk? E il Genoa, con Andriy Schevchenko a rischio panchina, punterà davvero fino all’ultimo sul russo e su Roberto Piccoli?

MERCATO: SCALVINI COPRE LA DIFESA. Il diciottenne di Palazzolo sull’Oglio, oltre ad aver sventato il possibile pareggio di Kiyine deviandogli il tiro a giro in corner, ha palesato maturità e sicurezza da veterano al battesimo del fuoco da titolare in gare ufficiali con la maglia che gli fascia il cuore fin da bambino. L’ottavo di Coppa Italia vinto col Venezia non fa di lui un vice Toloi, visto che in appoggio non s’è visto poi molto, ma le parole nel dopogara di Gian Piero Gasperini ne fanno comunque una certezza: Scalvini è un ragazzo di diciott’anni che ha mezzi importanti e margini di crescita, partite come questa lo aiutano a fare minutaggio e a confrontarsi col calcio di serie A”. Leggi: ci fa e ci farà comodo, eccome. Come nell’intera ripresa in casa della Samp, prima particina di un certo rilievo sul proscenio del massimo campionato: contro i lagunari in coppa, la sesta presenza.

IL MERCATO DELL’ATTACCO: CHI SE NE VA? Se dietro è davvero dura scovare fenomeni o giocatori già pronti a garantire un rendimento a prova di bomba, tanto da contribuire alla crescita e al miglioramento qualitativo dell’organico, davanti come ripete spesso il mister c’è un mancino di troppo che predilige puntare il vertice destro. Le parole su Lyosha a bocce ferme, a Verona, dove l’interessato aveva pure giocato benino pareggiando una sfida poi vinta, risuonano significative anche a distanza di settimane: “Un errore di costruzione della squadra. Lì, in quella posizione, c’erano già Josip Ilicic e Ruslan Malinovskyi. Più che chiedersi se il russo dispiaccia sul serio al presunto subentrante sulla tolda di comando del Grifone, Bruno Labbadia, conviene pensare al futuro. E San Giuseppe, 34 inverni il prossimo 29 gennaio, di miracoli non sembra in grado di sfornarne con continuità.

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