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Caglioni, Chianese e gli altri: compleanno per quattro

Dai Sessanta ai Duemila, Comini, Chianese, Caglioni e Olausson. Panchina per il portiere, spiccioli per l’attaccante, tra i quattri compleanni del 14 gennaio

Gianni Comini è il più antico. Joakim Olausson, di cui si sono perse le tracce per essere ritrovate in patria, il più recente. Gli estremi delle candeline atalantine di oggi, venerdì 14 gennaio, che con Vincenzo Chianese e Nicholas Caglioni vengono spente da ben quattro. Il primo giocava in fascia alta a fine anni Sessanta, gli altri dal vivaio alla prima squadra si sono persi per una carriera vissuta altrove. L’ala di Roncoferraro (Mantova), 78 anni oggi, è quello statisticamente più presente a livello senior: 15 partite da titolare su 17 nella stagione 1969-1970, una salvezza risicata in B con l’avvicendamento alla presidenza tra Mino Baracchi e Achille Bortolotti e, in panchina, Corrado Viciani, Renato Gei e Titta Rota. In avanti, Adriano Novellini o Giampaolo Incerti e Vincenzo Traspedini, il numero 7 Giuseppe Cattaneo veniva dal Como come lui, che indossò quasi sempre la 11, protagonista anche con le maglie di Cremonese, Prato, Entella, Reggina, Brindisi, Spezia, Imperia e Sestri Levante e ritiratosi nel 1980. All’attivo, solo un gol, nel derby di Coppa Italia (2 partite) a Brescia vinto 2-1 il 31 agosto 1969.

CHIANESE, DA MORFEO E PRANDELLI A MONDONICO. Pareva avere davanti una bella parabola (comunque più di 150 gol in totale), il classe ’76 Chianese, 44 anni da Melito di Napoli, punta dal sinistro fatato, protagonista nelle giovanili fino alla Primavera targata Cesare Prandelli, con Domenico Morfeo leader. Per lui toccata e fuga nel dicembre 1994, in B: due chance grazie a Emiliano Mondonico, l’11 contro il Cesena (dal 72′ per Cristiano Scapolo) e il 23 da titolare col Piacenza, sempre a Bergamo. Quindi, il giro d’Italia: Casarano, due stagioni cadette a Foggia, la Salernitana a 22 anni da ex nerazzurro tra A e B intervallate dalla Fermana, quindi Pescara, Vicenza, Como, Treviso, Teramo, Pavia, Ravenna, Arezzo, Brindisi, Verbano, Larcianese e Cairese con ritiro trentottenne e il lavoro in panchina nei ragazzi del Margine Coperta, succursale atalantina sforna-talenti per una ventina d’anni buoni.

CAGLIONI, COMPLEANNO DA PORTIERE. Sul campo fino a poco tempo fa, invece, l’unico portiere del lotto, Caglioni, neo trentanovenne nativo di Seriate, un paio di panchine al massimo livello nella stagione 2000-2001 dell’esplosione di Ivan Pelizzoli con Giovanni Vavassori in panca. Col Messina assaggia poi la A 12 volte fra 2005 e 2007, dopo aver fatto gavetta dalla maggiore età con Fanfulla, USO Calcio e Aglianese. A fregarlo, la positività alla cocaina il 12 marzo 2007 dopo la partita col Catania e i 18 mesi di squalifica. Pro Patria, Salernitana, Modena, Crotone, Lecce, FeralpiSalò e Calvina (di Calvisano) le stazioni successive, con svincolo alla fine dell’annata 2018-2019. Nel 2011 altri guai, per la maglia con la scritta “Odio Verona” ai tempi di Salerno.

OLAUSSON, L’INCOMPIUTO. Il mancino Olausson, un interno di centrocampo del ’95 dalla gamba mai tirata via per indole, ha infine una sola comparsata a referto, il 18 maggio 2014 a Catania, all’ultima giornata, per un esordio (dal ventesimo della ripresa per Luca Cigarini) condiviso con un certo Mattia Caldara. Il biondino di Göteborg ha deluso le attese dopo parecchie prove da marziano nella Primavera di Zingonia targata Valter Bonacina, in cui gli capitava di segnare gol pazzeschi magari dopo aver speso decine di minuti in tackle al limite: 54 allacciate di scarpe condite da 8 reti con l’apice della finale di Gubbio contro la Lazio, il 9 giugno 2013, tris sul gobbone e tra i compagni le future plusvalenze Conti, Gagliardini e Grassi. Lasciato andare nell’inverno del 2015, da lì le sue squadre sono state BK Häcken, Örgryte, Qviding, Perugia, Assyriska, BK, Ljungskile e Tvaakers, nel terzo campionato pro dalle sue parti. Tanti auguri.

 

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