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12 febbraio: auguri a Bodini e Koné

Il portiere che fece le scarpe all’ultimo Pizzaballa e il centrocampista ivoriano cresciuto nell’Ares Redona, sabato 12 febbraio, compiono rispettivamente 68 e 32 anni

Il più anziano dei due, portiere agilissimo e che sapeva il fatto suo, sarebbe finito alla Juventus da dodicesimo, togliendosi la soddisfazione di strappare un bel po’ di partite da titolare a Stefano Tacconi dopo aver fatto la muffa con Dino Zoff davanti. L’altro è un centrocampista svezzato dall’Ares Redona e approdato dopo varie peripezie addirittura nella Premier Liga del Kazakistan, precisamente nel Qyzyljar SK Petropavlovsk, dal 6 marzo 2020, dopo essere rimasto svincolato il 17 luglio precedente dai turchi dell’Erzurumspor. Oggi, sabato 12 febbraio, compleanno condiviso per due ex dell’Atalanta. 68 candeline per Luciano Bodini, una salvezza e una retrocessione sotto Titta Rota nel biennio 1977-1979 facendo le scarpe al mito Pierluigi Pizzaballa; 32 per Moussa Koné, 11 partite di cui 7 da titolare (5 in serie A) e condite dai gol al Sassuolo in Coppa Italia (4 dicembre 2013) e a Catania (18 maggio 2014), rispettivamente per un 2-0 e un ko per 2-1.

BODINI, DA PIZZABALLA ALLA JUVE. Prima della gloria bianconera nel decennio 1979-1989 da quattro scudetti, due Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, una Coppa dei Campioni e un’Intercontinentale, il prodotto della Bettinzoli del quartiere Don Bosco di Brescia, nativo di Leno, trovò nei colori nerazzurri la consacrazione nel gran circo del calcio. All’Heysel, poi, si sistemò in panca dopo aver sorpassato il rivale nella Supercoppa Europea contro lo stesso Liverpool e nella semifinale col Bordeaux nella coppa dalle grandi orecchie. Dal ’74 al ’77, il figlio d’arte Bodini, il cui papà Giovanni aveva giocato a Brescia, Piombino e Treviso, dopo essere stato accolto nel vivaio insieme al gemello Meraldo dal mancino fulminante giocò nella Cremonese in C in compagnia di altri atalantini futuri o passati come Antonio Cabrini, Cesare Prandelli, Giancarlo Finardi ed Emiliano Mondonico, allenata da Rota e quindi Stefano Angeleri: promozione in B.

IL BODINI ATALANTINO E OLTRE. Atalantino da tredicenne insieme a Gaetano Scirea e al futuro presidente Antonio Percassi, dopo la manciata di panchine nel 1971-1972 causa crac del dodicesimo Antonio Rigamonti, ecco le 8 presenze in campionato e 4 in Coppa Italia, seguite dalle 24 nella seconda annata piena, esordendo l’11 settembre 1977 a Bergamo contro il Perugia: un 1-1 in cui il nostro neutralizzò un rigore a Renato Curi. Contro gli umbri, ma a stadi invertiti, il famoso sasso che lo colpì l’11 marzo 1979 togliendolo di mezzo dopo l’autorete di Carlo Osti: ricorso, ma niente 2-0 a tavolino, rimase quello sul campo perché la colpa fu affibbiata ai tifosi atalantini. 45 partite anche nella Juve, 87 da pro esclusa la serie C in tutto e comprese Verona, Inter chiudendo ad alti livelli nel ’91, per una parentesi finale tra i dilettanti in Versilia, dove vive (Marina di Pietrasanta) e dipinge, prima di aprire una scuola calcio da cui è uscito fra gli altri l’ex Empoli Marco Roccati, e di seguire al Dundee in Scozia, da pioniere, i fratelli Dario e Ivano Bonetti.

KONE E L’ASCENSORE DELL’ATALANTA. Nato il 12 febbraio 1990 ad Anyama (Costa d’Avorio), Koné attraversa il mare coi genitori, viene accolto a Redona ed ecco la Dea. Foggia e Pescara con Zdenek Zeman, oltre a Varese, le stazioni in prestito a cavallo di ritiri e richiami della casa madre, il 2013/14 come rampa di lancio con Stefano Colantuono a vederlo di più sulla fascia, essendoci in mezzo Cigarini-Carmona-Baselli in allegro assortimento, l’Avellino e dal 2015 il distacco definitivo da cordone ombelicale tra Cesena, Frosinone e i viaggi da giramondo tra la Turchia e l’ex URSS. Una vicenda da 307 partite e 23 palloni in porta, più 44 e 1 in Nazionale. Tanti auguri.

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