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Lazio, la decide un rigore di Immobile: Atalanta scavalcata e settima

Nel posticipo della ventinovesima giornata di serie A i capitolini di Sarri rispettano i pronostici grazie a un penalty realizzato dal loro bomber

Ciro Immobile e la Lazio di Maurizio Sarri vincono di rigore, al 14′ del secondo tempo, su un Venezia sulla difensiva o poco più, scavalcando in classifica al quinto posto sia la Roma che l’Atalanta (una partita in meno) di una sola lunghezza, a quota 49. L’esito del posticipo del lunedì della ventinovesima giornata del campionato è decisamente il meno gradito ai nerazzurri, ora formalmente settimi e al massimo in Conference League. La neopromossa di Paolo Zanetti, sostituito perché squalificato dal vice Alberto Bertolini, resta terzultima a 22 punti, meno 3 dal Cagliari e dalla salvezza.

LAZIO QUINTA. I lagunari sono chiusi a doppia mandata, tanto che il primo sussulto è la punizione a lato di Milinkovic-Savic ottenuta da Felipe Anderson al quarto d’ora. La mira fa difetto anche a Zaccagni (16′) convergendo dalla mancina e soprattutto allo stesso brasiliano che a 11′ dalla pausa, lanciato nello spazio da Immobile, non chiude il diagonale da posizione favorevole. Il medesimo prende il fondo ad Haps trovando la smanacciata di Maenpaa sulla sua palla dentro, Zaccagni invece cade due volte sul contrasto di Caldara (38′ e 41′) ricevendo infine il giallo per simulazione che gli costerà il derby.

RIPRESA: IMMOBILE, GOL ANNULLATO. A inizio ripresa il bomber capitolino già pregustava la gioia del centoquarantaquattresimo gol in A in maglia biancoleste, ma il suo tiro a giro in asse con Luis Alberto e il serbo è viziato da fuorigioco, per una volta visto dal Var. Lo stesso sanziona col rigore il colpo al volto di Cernigoj, autore della chance mancina all’ottavo su cui Strakosha si distende, su Luiz Felipe. Il centravanti non sfrutta (18′) la sponda di Luis Alberto, che a sua volta (19′) alza da pochi passi il possibile raddoppio servitogli da Patric, in seguito impegnato a tenere a banda le scorribande di Okereke.

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