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Mercato e amichevoli: un’estate rovente per l’Atalanta

Estate torrida e a ostacoli per i nerazzurri, costretti a cambiare programma troppe volte per l’intervento delle Questure. E il mercato langue

Il mercato, al netto di Ederson e del prossimo arrivo di Andrea Pinamonti, è fermo al palo dell’attesa dell’occasione scontata alla finestra. La programmazione delle amichevoli, invece, è in mano alle Questure di Milano e di Bergamo, oltre che delle idee cangianti dell’uomo in panchina. Vedi annullamento col Lecco per sostituirlo con la sfida in famiglia di mercoledì e i continui giri di valzer per il Como nel prefestivo, da Sesto San Giovanni a Zingonia con pubblico per poi optare per le porte chiuse a casa propria causa sospensione della vendita dei biglietti e raccomandazioni sulla gestione dell’ordine pubblico. Come se due tifoserie rivali negli anni ottanta avessero la voglia di menarsi sotto il solleone. Per l’Atalanta l’estate si preannunciava calda e sta diventando torrida (nella foto, il confronto con la Curva Nord il 27 agosto dell’anno scorso nel parcheggio della sede).

MERCATO E AMICHEVOLI, L’ESTATE TORRIDA. La squadra, nel frattempo, come molte altre concorrenti ha un organico incompleto. Sulle fasce qualcosa dovrà pur succedere. Aver realizzato plusvalenze negli anni sotto forma di Conti, Castagne e Gosens ha lasciato falle soprattutto a sinistra, dove Joakim Maehle non ha mai convinto appieno l’allenatore Gian Piero Gasperini, l’unico mancino è il prestito di ritorno Matteo Ruggeri e dall’altra parte Hans Hateboer ha come unico backup Nadir Zortea, l’altro rientrato da Salerno. Visto che il campionato comincia sotto Ferragosto, sarebbe il caso di darsi una mossa. Nemmeno un innesto di fantasia davanti sarebbe sgradito: sono due estati che Josip Ilicic è considerato a fine corsa, Aleksey Miranchuk non fa parte del progetto e, accanto alla combo muscolare-ingegnere costituita dal neo acquisto brasiliano e da Ruslan Malinovskyi, servirebbe l’estro da artista che manca dai tempi del Papu Gomez.

UN’ATALANTA ROVENTE. Ci mancavano solo le pastoie dell’autorità di pubblica sicurezza per un test match contro i lariani cadetti, occasione di scontri soltanto nella più paranoica delle ipotesi. Va bene che il caldo dà alla testa, ma nessuna fantasia macabra spingerebbe il pubblico delle due fazioni, coi rivali di un tempo ormai in età da nonni, a darsele, al “Breda” o nella Bassa Bergamasca, a 36 gradi l’ombra, schivando afa e zanzare. Ogni chiusura al pubblico, a ruota di quelle reiterate e punitive col pretesto dell’emergenza sanitaria, per inciso morta e sepolta con la fine dello stato d’emergenza medesimo, viene vissuto come un distacco ingiusto della squadra dalla sua gente. Che avrebbe bisogno di una voce sola, magari rassicurante. Non di capovolte suscettibili di cambi di strategia familiari in parallelo facendo breccia tra ferie e vacanze. Ai nerazzurri restano i palcoscenici internazionali di Newcastle (venerdì 29 luglio, 19.45 locali, 20.45 in Italia) e Valencia per il Trofeo Naranja sabato 6 agosto (ore 21). Il Gewiss Stadium verrà pronto per il campionato, causa risemina. Una bella stagione meteorologica che sta facendo segnare una certa burrasca. Ma vogliamo credere alla cabala: il 3 settembre 2016, nel precampionato, inizio dell’era Gasp, 2-1 al Como proprio al Centro Sportivo Bortolotti. Il resto è storia.

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