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Sabato il Valencia: l’amarcord dei momenti più belli dell’Atalanta nonostante la pandemia

La sfida al Valencia per il cinquantesimo Trofeo Naranja di sabato 6 agosto riporta alla memoria le due sfide degli ottavi di Champions League nel tragico inverno 2020

La quaterna (a tre) di Josip Ilicic, che da lì in poi non sarebbe mai più stato lo stesso, è già scritta nella Storia a caratteri cubitali. Era il 10 marzo 2020, eravamo in lockdown, solo le sirene delle ambulanze squarciavano un silenzio di morte dalle nostre parti. Era l’ottavo di finale di ritorno di Champions League e nessuno, dopo il poker (a uno) dell’andata a San Siro il 19 febbraio, avrebbe mai potuto presagire una sciagura di tali dimensioni, quasi settemila morti fino a oggi nella sola Bergamasca, insieme al Piacentino la provincia più colpita d’Italia e d’Europa. Sabato 6 agosto, al Mestalla, col Valencia per il Trofeo Naranja si viaggia sul filo agrodolce dell’amarcord. Perché era l’Atalanta più bella di sempre. Non solo perché l’obiettivo è bissare il successo su Los Murcielagos, i Pipistrelli, portandoli così a quattro su quattro, nella stessa manifestazione disputata, questa sì col pubblico, come del resto nella Milano ignara del pericolo in gara 1, l’11 agosto di ben 5 anni fa.

AMARCORD VALENCIA: LE BRECCE NELLA PANDEMIA. Rafael Toloi e José Palomino, che stavolta non può essere della partita perché sospeso dall’antidoping, le stelle da 2-1 di quel precedente numero uno senza posta in palio. Nella cinquantesima edizione della kermesse, di là, la vecchia conoscenza milanista Ringhio Gattuso, all’ennesima panchina caliente. Grande atmosfera, anche ai tempi, quando s’era appena al secondo anno dell’era targata Gian Piero Gasperini, marchiata a fuoco dal timbro indelebile del suo calcio spensierato e spettacolare. Dei due volti nuovi, presente il solo brasiliano Ederson. Ademola Lookman salta l’appuntamento di lusso, da neo arrivato, di un precampionato con pochi veri test probanti. A Newcastle, con ko di misura, l’unico altro, venerdì scorso. Ma questo ha tutt’altro sapore, con rispetto parlando per i Magpies.

COL VALENCIA PER IL POKER. Per la Dea quelle due partitissime dell’inverno di due rivoluzioni terrestri or sono, nella stagione magica ma spezzata crudelmente a metà dalla prima ondata, contro l’allora formazione di Albert Celades, furono il trampolino di lancio verso il quarto secco di Lisbona il 12 agosto successivo contro un PSG capace di rimontare il vantaggio iniziale di Mario Pasalic soltanto oltre il novantesimo. Il nerazzurro di Bergamo al suo apice, appunto. Il doppio Hans Hateboer, un altro al top ai tempi e ora un po’ in disarmo, tra spaccata e corsa da poker; la magia preventiva di San Giuseppe lo sloveno per il 2-0, l’incredibile tiraggir’ ante litteram di Remo Freuler prima del gol della bandiera di Zinchenko. Ricordi ancora freschi e vividi nel cervello e del cuore dei tifosi. Il Valencia di Ringhio ha fatto peggio degli ospiti nella scorsa annata: nono posto a 48 punti, perdendo la nona Copa del Rey ai rigori col Betis. La bacheca, però, ce l’ha pienotta: sei volte il campionato spagnolo, otto il trofeo nazionale, una la Supercoppa spagnola e una Coppa EVA Duarte, una Coppa delle Coppe, una Coppa Uefa, 2 Coppe delle Fiere e due Supercoppe Europee.

https://www.youtube.com/watch?v=Ega7KAhBpmc

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