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La riconoscenza per Freuler e l’ennesimo capolavoro di Luca Percassi, “il miglior venditore del mondo”

percassi

La cessione al Nottingham Forest frutta 9 milioni sicuri e fino a 3 di bonus per un giocatore pagato 1,5 nel gennaio 2016: Freuler e la magia di Luca Percassi

La riconoscenza è d’obbligo, ma pure verso chi sa incassare per poter reinvestire. Nonostante le accuse a pioggia, da una frazione del pubblico, di braccino da T-Rex. Tra ieri e oggi s’è consumato il più esemplare dei casi. Da carneade proveniente dal Lucerna e dalla città di Ennenda, poi inglobata in Glarona, l’ultima in Europa e forse al mondo a dare letteralmente la caccia alle streghe, a pezzo pregiato del mercato in uscita e quindi plusvalenza a trent’anni suonati. Il miracolo di Remo Freuler, pupillo e scudiero in campo di Gian Piero Gasperini, anche se in realtà introdotto da Edy Reja nell’ultima mezza stagione in panchina, sta tutto nella mano felice del transfuga estivo bolognese Giovanni Sartori nel sondare il mare magnum dei potenziarli crack e in quella da killer in guanti di velluto di Luca Percassi, definito dal primo “il miglior venditore del mondo”, nel cedere il prodotto finito una volta plasmato e ri-plasmato dalla sapienti mani del mister. Nel gennaio 2016 era costato un milione e mezzo, adesso il Nottingham Forest tornato in Premier League per rivivere i fasti europei del fu Brian Clough fine anni Settanta ne verserà nelle casse dell’Atalanta 9 certi più eventuali altri 3 di bonus.

FREULER DA SARTORI A PERCASSI. La parabola dello svizzero, diventato nazionale grazie al Gasp che ne ha fatto il motorino della Dea da sogno, definito dall’interessato “un giocatore straordinario, un regista” nel dopogara del famoso 1-0 al Napoli della svolta il 2 ottobre di sei anni fa, è la metafora della ricetta vincente del front office di Zingonia fin dall’arrivo sulla tolda di comando del guru di Grugliasco. Ovvero lo sconosciuto che diventa un campione, quando non addirittura un fenomeno, a beneficio del gioco di squadra, nella fattispecie ribaltando il fronte e arando il prato ad alto chilometraggio, e infine anche delle casse societarie. Tuttavia si tratta dell’unico ad aver abbandonato la nave, in cerca di nuovi stimoli, forse gli ultimi di un carrierino niente male, in età così matura. I vari Gagliardini, Kessie, Conti, Caldara, Petagna, Cristante, Mancini e compagnia cantante erano stati colti in pieno sboccio, senza contare i virgulti ancora tenerissimi della serie Barrow-Kulusevski-Diallo ex Traore. Tra Freuler e Miranchuk gli incassi ormai non si contano più, roba da pallottoliere fuso, ma le plusvalenze ormai veleggiano verso quota 400 entro la prossima estate proseguendo un simile andazzo. Da miglior venditore del mondo, appunto.

LUCA PERCASSI, IL MIGLIOR VENDITORE AL MONDO. “Sarebbe capace di vendere piscine agli eschimesi”, la battuta del resto non originalissima al commiato sartoriano il 28 maggio scorso al Centro Sportivo Bortolotti. Un happening, oltre il comunicato letto dall’amministratore delegato, che da anni ormai si fa carico delle trattative essendo abilissimo ad aprire le porte nei due sensi, dalla commozione che si tagliava col coltello e permeato da reciproca riconoscenza. Certo, il mister s’aspetta ancora qualcosina dal duo Congerton-D’Amico e in ciò nulla è cambiato, perché la stagione comincia senza un paio di tasselli, l’esterno sinistro e il terzo centravanti. C’è tempo fino al primo settembre, la chiusura della sessione estiva, perché il venditore principe assolva anche alla parte del compratore d’occasione. Anche se sarebbe meglio d’eccezione, dopo aver smarrito per strada Nuno Tavares per la foia di volerne controllare il cartellino e Andrea Pinamonti perché l’Inter col Sassuolo ha cambiato posizione sulla ricompra. Misteri buffi del mercato. Emerson Palmieri (Chelsea), Luca Pellegrini (Juventus) e Adam Karabec, anche se quest’ultimo (2003 dello Sparta Praga) sarebbe l’ennesima figura a metà fra centrocampista e punta? Chi vivrà, vedrà.

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