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Le Zebrette che non crossano contro la Dea che tira poco ma bene: la guerra dei numeri

Il confronto statistico tra l’Udinese sorpresa del campionato e l’Atalanta al vertice col Napoli: chi corre, chi tira, chi non crossa e…

Può una squadra basata sul 3-5-2 fisso e sui quinti crossare meno di tutte al netto della Lazio da tridente, poco adusa alla specialità? Certo, se per il vezzo di cedere alla concorrente il Brandon Soppy di turno impiega a tutta fascia destra un fantasista come il Tucu Pereyra che preferisce accentrarsi da sottopunta. La sfida tra Udinese e Atalanta deve essere letta alla cartina del tornasole delle statistiche, ma non in modo integralista e ossessivo. Perché se il discorso non si esaurisce nel confronto alla Dacia Arena tra il secondo attacco (17, 2,13 a match) della serie A contro il sesto (12, 1 e mezzo preciso), o alla sesta squadra che tira di più (116) ospitando la quindicesima (88), vanno prese in considerazione anche le percentuali di riuscita delle voci più importanti e in rilievo. Altrimenti non si spiegherebbe il primato dei bergamaschi, seppur in coabitazione col Napoli, al cospetto della terza piazza che sta comunque facendo delle Zebrette l’outsider e insieme la sorpresa più gradita del massimo campionato.

LE ZEBRETTE CHE NON CROSSANO. Di fatto, se l’argentino del grande ex di turno (insieme a Muriel e all’infortunato Zapata) Andrea Sottil, 103 presenze e 2 gol in nerazzurro dal 1996 al 1999, una retrocessione sotto Emiliano Mondonico e una mancata promozione con Lino Mutti, non fa in pratica il pendolino, il nuovo fenomeno Udogie, promesso sposo del Tottenham, quando spinge è piuttosto individualista. E cinico come l’intero collettivo di Gian Piero Gasperini, se è vero che su 6 occasioni da gol e 4 tiri personali ne ha già messi un paio nel sacco. Di traversoni, vedi premessa, nisba o quasi, essendo prediletto il gioco per vie interne contando sulle mezze ali (Samardzic, Makengo e Arslan): risultato, 26 utili e 28 sbagliati, a fronte del 31-42 bergamasco comunque da sedicesimo posto.

LA DEA TIRA (BENE). I Gasp-boys, a conti fatti, pur non essendo la raffica di fuoco di fila degli anni scorsi mica scherzano quanto a killer istinct. Hanno una sola conclusione in meno dei bianconeri nello specchio, 35 a 36, e sprecano niente, 34 fuori contro 43. In pratica il 40 per cento dei tiri arriva al portiere, di cui un terzo alle sue spalle, a confronto rispettivamente col quarto e col settimo. L’Udin, nondimeno, fa di più, in tutti i sensi: assist (15 a 9, seconda contro sesta), corner (43-33, settima e quindicesima), gol di testa (6, in vetta, di cui 2 Bijol, 1 Arslan, Becato, Beto e Masina a… Demiral e basta), tempo medio di gioco (52’50” su 98’15”, ottava, a fronte di 54’42” su 96’38”, penultima), possesso (25′ di cui 12’36” nella propria metà campo, quattordicesima, contro 24’22” di cui 12’58”, sedicesima). Nerazzurri, però, avanti nelle parate (26 a 20), nei chilometri percorsi (108,535, settimi, contro diciottesimi a 104,563) e nel computo totale dei legni, 4 presi (Demiral, Hojlund, Maehle e Toloi) e 5 subìti contro 4 (3 Deulofeu, 1 Samardzic) e 2.

NUMERI INDIVIDUALI. Passati in rassegna i numeri dei due collettivi, ecco quelli individuali. Beto è capocannoniere interno (5) e vice assoluto di categoria in condominio, Teun Koopmeiners è a una sola lunghezza ma con la metà segnata dal dischetto nella sontuosa e forse irripetibile tripletta al Torino. El Tucu, dall’altra parte, è solo ventunesimo a 10,727. Il mancino oranje, dal canto suo, è lo stakanovista dello scontro diretto, essendo tuttora sul podio del chilometraggio, 11,531 ad allacciata di scarpe senza aver mai posato le terga sul sedile a bordocampo. Come creano e fanno gioco Deulofeu e il citato Pereyra, nondimeno, nessuno: 6 e 4 smarcanti per la gioia in fondo alla rete di un compagno, col catalano ad aver sfornato 24 passaggi chiave (secondo dietro Biraghi), ovvero potenzialmente da marcatura e non sfruttati. Di qua, RoboKoop in doppia cifra più un’unità. Nella prima voce, Hojlund, Soppy, Maehle, Pasalic, De Roon e Lookman ne hanno uno a cranio. Nei recuperi, il play basso Walace è secondo di categoria a quota 60, Koop quindicesimo con una decina secca di meno davanti all’infortunato illustre Rafa Toloi.

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