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Demiral a rischio per l’Inter: il turnover tra tecnica, tattica e disciplinare

4 cartellini gialli, l’ultimo col Napoli per proteste lamentando una carica di Osimhen sul 2-1 decisivo di Elmas sabato scorso

Il turnover a Lecce a scopo di riposo per alcuni elementi chiave per potersi presentare domenica con la squadra migliore al cospetto dell’Inter? Nell’Atalanta c’è anche l’aspetto disciplinare di cui tenere conto. Merih Demiral sabato sera ha rimediato il quarto cartellino giallo della sua stagione e farlo stare in panchina un turno non sarebbe poi una tragedia.

DEMIRAL A RISCHIO: OKOLI PERNO? Il perno turco, del resto, era stato sostituito dal duttile Caleb Okoli, comunque mai più schierato in mezzo al terzetto, causa gonalgia alla prima giornata in casa della Sampdoria. Di lì in poi, sempre abile e arruolato. Ma per la grande muraglia di Karamursel l’ammonizione è sempre dietro l’angolo: troppo voluminoso e talvolta spigoloso, col suo calcio di anticipo e di forza, di contrasto e duello personale col centravanti avversario, per non rischiare di beccarne una. Col Napoli, fatali le proteste al 35′ reclamando una carica di Osimhen, pareggiatore una sporca dozzina cronometrica prima e nell’occasione incriminata assistman per il matchball di Elmas.

TURNOVER A LECCE, AL TOP CON L’INTER. Due partite così ravvicinate e dal grado di difficoltà così diverso, comunque, sono un richiamo irresistibile per le variazioni al copione, anche se i nerazzurri stanno tutti bene, dispongono in teoria da subito di José Palomino – che però si allena da solo da tre mesi e mezzo – e potrebbero recuperare anche l’eternamente infortunato Davide Zappacosta. Proprio sulle corsie Soppy potrebbe riprendere il posto a Maehle, oppure soffiarlo a destra ad Hateboer che rispetto al ruolo di tuttofare e apripista di Empoli ha compiuto due passettini indietro, tipo nella diagonale troppo poco profonda sul raddoppiatore, tanto che la palla gli è passata sotto le gambe per poi impennarsi nel sacco.

DA DJIMSITI A ZAPATA. La vecchia guardia, peraltro, vuole riconquistare le gerarchie perdute. Dietro Djimsiti insidia Scalvini, che però ha vigore e personalità per tenersi la maglia dal kick off, mentre a centrocampo è il solito dilemma all’insegna della duttilità e della rotazione tra De Roon e Koopmeiners, gli intoccabili, Ederson dalle azioni in risalita, Pasalic, lo stesso baby jolly di Palazzolo sull’Oglio e Malinovskyi. E davanti? Zapata soffia sul collo di Hojlund, due gol sbagliati alla tredicesima e solo uno fatto finora, a Muriel fuori causa; Lookman potrebbe concedersi una pausa da capocannoniere da rispolverare a lucido nel prossimo big match. Discorsi vani, perché agli orecchi di Gian Piero Gasperini il turnover suona sempre come la più offensiva delle parolacce.

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