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Serioli, Delprato e Guth: le candeline del 10 novembre

Del Prato

Dall’ex Piacenza arrivato con Madonna al brasiliano-tedesco passando per il figlio d’arte: festa per tre il 10 novembre

I due più giovani del terzetto hanno un solo rimpianto: non aver mai esordito in prima squadra in gare ufficiali. Punta centrale da boa e piacentino onorario promosso in B con Titta Rita allenatore, jolly partito da destra per arrivare al centro della difesa tra escursioni frequenti in mediana e infine difensore centrale che sa fare il regista basso combinando fisico da statua a piedi niente male. Triplice compleanno atalantino, oggi, giovedì 10 novembre, per Gianfranco Serioli, Enrico Delprato e Rodrigo Guth, chiamati a soffiare rispettivamente su 56, 23 e 22 candeline.

SERIOLI, DA MADONNA AL MONDO. Camuno di Pisogne, arrivato a novembre del 1988 da Piacenza per fare compagnia all’ala o attaccante Armando Madonna, Serioli, cresciuto nel Ponte San Pietro e poi laureato in giurisprudenza, in 20 presenze agli ordini di Emiliano Mondonico timbrò soltanto a 2 giorni dall’Epifania del 1989 al 59′ del quarto di andata di Coppa Italia contro la Lazio, nel gioco delle torri con Evair a danno di “Saponetta” Fiori, raddoppiando il vantaggio dal dischetto (17′) del brasiliano. Titolare soltanto 3 volte in serie A, spese un quinto del curriculum nerazzurro proprio nel trofeo della coccarda, dalla corsa conclusa addosso alla Sampdoria in semifinale. Chiuso inizialmente anche da Garlini e Incocciati, poi ceduti ad Ancona e Pisa, il pisognese tornò brevemente a Piacenza per poi farsi Monza (Coppa di C, ’91), Brescia, Alessandria, Fiorenzuola, Cittadella, Triestina, Acireale e Castellana, chiudendo a 34 anni. Vicepresidente e consigliere dell’Associazione Italiana Calciatori col ruolo di consulente-formatore dell’Adise (Associazione Italiana Direttori Sportivi), in panchina ha condotto Pontenurese, River e San Nicolò prima di fare il responsabile del settore giovanile del Pro Piacenza.

IL FIGLIO DELPRATO. Papà Ivan era un frangiflutti con incombenze di regia, Enrico, il primo di famiglia (di Grassobbio) noto col cognome attaccato, un tuttofare asciutto ed essenziale dal destro notevole svernato dal 2019 a Livorno e Reggio Calabria per essere venduto in seguito al Parma. Duretto il distacco dal cordone ombelicale di Zingonia per uno dei pupilli di Massimo Brambilla, scudetto e supercoppa Under 17 con la generazione di Bastoni e Melegoni più due titoli nazionali e trofeo pure in Primavera, spesso da capitano, 65 e 4 gol a livello Under 19 e prima ancora 19 e 1 in Under 17. Azzurrino fino all’Under 21, da Gian Piero Gasperini ha ricevuto in dono 9 convocazioni-panchine in massima serie più 3 in Coppa Italia.

GUTH, IL BRASILIANO TEDESCO. Nato a Curitiba e cresciuto nel club omonimo, gran fisico e anche bel cervello da futebol, don Rodrigo, dall’aspetto di bravo ragazzo del 2000, piove a Bergamo nell’estate del 2017 smazzandosi due annate nell’ammiraglia del vivaio, da compagno dell’altro festeggiato di una rivoluzione terrestre più anziano. A titolo definitivo al Fortuna Sittard nei Paesi Bassi, Eredivisie of corse, a ruota dei parcheggi al Pescara e al NEC Nimega, il jolly da due posizioni-due in campo aveva la fresca fama del Mondiale Under 17 cileno in bacheca. 63 e 3 da pro dopo le 57 e 4 con gli stessi trofei di Delprato, ha forse come lui il rammarico di non aver fatto nemmeno un minuto col Gasp. Su tre pullman totali coi big, sarebbe stata roba da provetto agente di commercio. Tanti auguri.

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