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26 novembre: candeline per ex canterani

Cresciuti nel settore giovanile atalantino, l’attaccante Gabbiadini e il difensore Suagher in prima squadra non possono dire di avercela fatta

La Pianura Orientale e la Bassa, il centro dell’attacco e quello della difesa. Il 26 novembre è il compleanno di due canterani dell’Atalanta a denominazione d’origine controllata che hanno fatto (relativa) fortuna altrove. Manolo Gabbiadini ed Emanuele Suagher, rispettivamente 31 e 30 candeline oggi, sono due figli di Zingonia dai destini opposti, col passaggio in prima squadra in comune da meteore. Se la punta mancina però ci ha anche segnato, per il centrale destro nemmeno una presenza. Cavallo di ritorno alla Sampdoria, dal gennaio 2020, dal Southampton, il fratello d’arte di Bolgare, mentre il mastino centrale di Romano di Lombardia alla Ternana, esperienza pre FeralpiSalò-Vibonese e Pro Sesto da tifo gemellato, insieme ai volti noti Marino Defendi e Dario Bergamelli è stato allenato da altri ex nerazzurri del calibro di Fabio Gallo a Cristiano Lucarelli.

GABBIADINI, IL FRATELLO D’ARTE. Fratello di Melania, vedette offensiva dell’Italdonne, la vicenda atalantina di Gabbiadini è un cerchio che si apre con l’esordio a Parma il 14 marzo 2010 (ko per 2-0) al posto di Simone Tiribocchi, concessogli da Lino Mutti, chiudendosi con l’unico pallone in porta in A (sui 74 in 294 partite nei club, più 2 in 3 nell’Italia Under 20, 12 in 14 di Under 21 e 2 in 11 in Nazionale A) nel 2-0 casalingo al Bologna il 25 marzo 2012. Avrebbe in seguito esultato a maglie invertite, vedi video sotto l’articolo. In precedenza, a segno al Gubbio il 21 agosto 2011 nel 3-4 di Coppa Italia: 2 palloni nel sacco in 26 presenze, 24 con Stefano Colantuono di cui solo un terzo dallo start perché dopo la parentesi da compartecipato al Cittadella (percorso inverso, a titolo definitivo, per Leonardo Pettinari e Matteo Ardemagni) gli sbarrava il passo la formula German Denis terminale unico con Maxi Moralez sottopunta. A metà con la Juventus per 5 milioni e mezzo, il prestito al Bologna; da juventino, la comproprietà con la Samp, quindi il Napoli dal gennaio 2015 e la Premier League due anni più tardi. A 3 palloni nel sacco da quota 100 in 380 timbri di cartellino da professionista, è comunque uno dei pochi bergamaschi che possono dire di aver vestito l’azzurro: 30 e 16 dall’Under 20 in su.

SUAGHER, LA CROCE DEI CROCIATI. 200 partite e 8 reti per un trentenne raccontano di una carriera interrotta spesso e malvolentieri. 31 gennaio 2015 contro il Crotone, da ex, 23 luglio 2016 in allenamento. I due crociati anteriori lesionati (sempre il destro, rotto parzialmente ogni volta, in realtà) e operati da parcheggiato al Carpi hanno zavorrato la parabola professionale del romanese Suagher, 192 centimetri piantati in mezzo alla retroguardia. Sei mesi nel 2015-2016 e nel 2016-2017 senza giocare con Edy Reja e Gian Piero Gasperini, prima di un altro paio di cessioni temporanee (come alla Tritium e al Pisa tra 2011 e 2013) agli emiliani in A e al Bari, proseguendo poi in cadetterìa con Avellino e Cesena prima di tornare in Emilia. Molti andirivieni, per uno da 10 presenze fra Under 19 e 20. A Terni, con lui, anche Guido Marilungo, ora in prestito al Monopoli. Due crociati anche per il marchigiano, ma questa è un’altra storia. 165 match e 3 reti sembrerebbero un bottino risicato, in più un paio di assist tra cui quello a Torromino nel 2-0 al Catania nella semifinale di andata della Coppa Italia di C poi persa nella doppia finale con la Juve Under 23 senza che lui potesse nemmeno giocarsela. Essere ancora lì a pelo d’erba dopo tanto ospedale, però, è grasso che cola. Tanti auguri.

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