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Pezzella dice 25: uno dei tanti esterni bocciati dal Gasp

Pezzella atalanta

I laterali di ruolo esaminati e poi scartati dal tecnico atalantino non si contano certo sulle dita di una mano. Pezzella compreso

Avrebbe dovuto essere il backup affidabile di Robin Gosens, senza sapere che questi prima si sarebbe rotto per poi sistemarsi all’Inter a gennaio per 25 milioni di ottime ragioni. Lo stessa cifra, detratta di sei zeri, del traguardo con l’anagrafe tagliato oggi, martedì 29 novembre, da Giuseppe Pezzella, il mancino di Napoli cresciuto nel Monteruscello di Pozzuoli, svezzato dal Palermo dai 16 ai 20 anni, proiettato nel grande calcio dall’Udinese con una parentesi genoana e infine preso dal Parma tre estati or sono prima di essere girato in prestito all’Atalanta. Che l’ha scartato all’esame Gasp, il mangia-esterni per antonomasia, visto che ora, rimasto in A, è a Lecce.

PEZZELLA E GLI ESTERNI BOCCIATI. Non è un disonore, dopo tutto, essersi accodato nel tritacarne del ruolo cruciale per il modulo del tecnico nerazzurro a una lunga teoria di giocatori più o meno di passaggio. Arana, un’ex zebretta come lui del calibro di Ali Adnan, Mojica e Arana in coda a Dramé più i destri schierati a destra come Piccini e Depaoli, al netto di esperimenti riuscitissimi ovvero Spinazzola e la plusvalenza a piede invertito Castagne. Da perderci il sonno. Se Pezzella ha appena detto 25, comunque, non assomigliano certamente a uno sgarbo le 29 occasioni regalatigli da Gian Piero Gasperini, di cui 10 da titolare sulle 21 in campionato, per 1.301 minuti senza recuperi. Quasi un tempo di media a partita, salvo essere confinato ai box nelle ultime sei giornate di campionato per noie all’adduttore della gamba preferita.

PEZZELLA, GLI ESTERNI E IL GASP. Discretamente rapido, scolpito nel fisico e generosissimo, ma non abbastanza tecnico o adatto alla combinazione cross-tagli-assist-battuta a rete per aggradare il palato fino dell’allenatore di Grugliasco, il simpatico partenopeo, idolo soprattutto delle tifose, qualche soddisfazione se l’è tolta ugualmente. Tipo smazzare il passaggio buono per il terzo dei quattro gol al Venezia in campionato (titolare, invece, in Coppa Italia), di Koopmeiners, del la alla rimonta veronese di Miranchuk prima del matchball dell’olandese e dell’incornata di Pasalic in apertura del 6-2 da ex alla Dacia Arena. Vuoi mettere, poi, l’ebbrezza dell’Old Trafford in Champions, l’esordio con lo Young Boys il 29 settembre 2021 e la partecipazione scalata all’Europa League anch’essa fallita. Ora lotta per salvarsi, chiuso un po’ dagli acciacchi e un altro po’ da Antonino Gallo. Tanti auguri.

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