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Come potrebbe essere, se si farà, l’Under 23 dell’Atalanta?

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I tanti ragazzi di proprietà darebbero ampie garanzie sulla possibilità di azionare il progetto

L’idea, al momento, è solo sulla carta, in attesa di capire se i requisiti per l’iscrizione delle seconde squadre al campionato di Serie C subiranno modifiche importanti nel giro di massimo un paio di mesi, come lo stesso presidente della Lega Serie A Casini ha auspicato domenica mattina da Torino, in occasione di un meeting dedicato proprio al tema delle formazioni Under 23.

Tra i club interessati al tema c’è anche l’Atalanta, evidentemente vogliosa di tenere il più vicino possibile a Bergamo i numerosi prodotti del settore giovanile spesso costretti all’uscita in prestito, soprattutto nella terza serie: tappa più logica per i buoni giocatori, meno per chi ha qualità sopra la media, spesso chiamato a confrontarsi con sfide di livello superiore in immediata successione alla conclusione del percorso in Primavera. Per la maggior parte di loro, forse, il passaggio in questione rischierebbe di non essere particolarmente interessante. Molto di più lo sarebbe per chi spesso finisce per perdere un po’ della propria prospettiva per via di un continuo peregrinare, anno dopo anno, di squadra in squadra, all’insegna di continue variazioni. Trovare sulla propria strada allenatori, compagni e città diverse ogni anno, sicuramente, non aiuta a dare continuità al percorso di un ragazzo che, al contrario, sin da piccolo aveva studiato calcisticamente sempre nello stesso contesto.

Se il progetto partisse, come giocherebbe l’Atalanta B? Che ragazzi avrebbe in campo? Proviamo a rispondere a questa domanda con un’ipotetica panoramica ruolo per ruolo, ovviamente tutta da prendere con le pinze, a maggior ragione se si pensa che di certezze sull’argomento, nel momento in cui scriviamo, non ce ne sono a nessun livello. Citeremo solo i ragazzi nati dal 1°Gennaio 2001 in poi, ovvero coloro che risponderebbero al criterio di “Under” per quello che riguarda il 2023/24.

PORTIERI

La scelta tra i pali non mancherebbe, con ben tre portieri che hanno avuto più volte l’occasione di frequentare le camere di Coverciano più volte. In ordine di età, per non fare torti a nessuno: Ludovico Gelmi (2001) e Jacopo Sassi (2003) stanno performando su livelli altissimi in prestito con le maglie di Olbia e Giugliano. In Primavera c’è il toscano Tommaso Bertini, con diverse convocazioni all’attivo in prima squadra. Nell’ultimo periodo sta però trovando meno spazio, con il più giovane polacco Pardel che sta trovando la fiducia di mister Fioretto. Citabile anche il bergamasco doc, al pari dei primi due, Lorenzo Avogadri, mai in Primavera con l’Atalanta ma sempre rimasto di proprietà durante le avventure con le maglie delle formazioni U19 di Palermo e Samp. Attualmente è a Monopoli, con un paio di presenze all’attivo ad inizio stagione.

DIFENSORI

I profili che già conoscono la Serie C sono attualmente in prestito in giro per l’Italia: abbastanza vicino a casa Andrea Ceresoli (2003, Mantova), al Sud Berto (Messina, ’03) e Solcia (’01, Francavilla). Altri potrebbero arrivare in rinforzo dall’attuale Primavera, in primis il Nazionale Under 19 Iacopo Regonesi (’04), figlio del noto ex mancino dell’Albinoleffe Pierre, peraltro anch’egli passato per i campi di Zingonia da ragazzo e grande promessa in tenera età, soprattutto in nome di un tiro strepitoso. Uno dei fuoriquota della stessa massima formazione giovanile è Tommaso Del Lungo, molto gradito a Gasperini secondo i beninformati di Zingonia. Classe ’03 ex Fiorentina, è, peraltro al pari di Ceresoli e Regonesi spendibile sia come laterale di difesa che come braccetto di una difesa a 3, nell’ambito di un aspetto liquido che oggi investe la capacità interpretativa del ruolo di moltissimi interpreti del ruolo con determinate caratteristiche tecnico-tattiche. Tra i giovanissimi occhio a un altro ragazzo con un passato in viola, Mattia Tavanti. Il fiorentino (’05) sta trovando spazio con grossa continuità ed è profilo estremamente moderno anche per capacità di impostazione del gioco da dietro. Un possibile profilo spendibile anche in ottica prima squadra, considerando anche la predisposizione di Gasperini al miglioramento della carriera di tantissimi difensori, giovani e meno giovani, da lui incrociati.

ESTERNI

La Serie C ha consacrato Federico Bergonzi (2001) a Salò. Alla terza stagione da titolarissimo, forse potrebbe anche ambire ad un salto di categoria per completare ulteriormente il suo percorso di crescita- Suo omologo a sinistra, ai tempi della Primavera, era il coetaneo Brogni, anch’egli passato dai gardesani e ora ad Ancona. A destra ci sarebbe l’imbarazzo della scelta: interessantissimi i profili dei due ex azzurrini Ghislandi (’01) e Guillaume Renault (’02), entrambi fortemente protagonisti in Primavera nelle passate stagioni. Diversi per struttura fisica, di fatto simili per tipologia di rendimento e efficacia.  Il loro impatto con il professionismo, a onor del vero, è stato forse leggermente inferiore alle aspettative. Chissà che un’opportunità nuova in nerazzurro, seppur in una formazione B, non possa dare loro nuovo smalto. Darà il 100% anche in ottica eventualità di una squadra B in questi ultimi mesi personali in Primavera Lorenzo Bernasconi, classe ’03, cresciuto a Lurano (a pochissimi chilometri da Zingonia), ma scoperto prima dalla Cremonese. L’Atalanta ha rimediato in tempo, opzionandolo un paio di fa nell’ambito del triplice prestito Carnesecchi-Vido-Okoli in grigiorosso.

CENTROCAMPISTI

A Pescara, nell’ambito di un progetto che vede parecchi giovani in squadra, sta ben figurando Emanuel Gyabuaa (2001), arrivato a Bergamo da bambino con la presentazione di miglior classe 2001 italiano dal Parma dopo aver sfiorato il titolo Giovanissimi da sotto età nei mesi precedenti al fallimento del club emiliano stesso. Potrebbe essere uno dei cardini attorno a cui costruire l’eventuale seconda squadra, magari a fianco del palermitano Andrea Oliveri (2003), da piccolo mezzala di qualità o trequartista poi traslato ad esterno a tutta fascia da mister Brambilla in Primavera. Fa parte della rosa del Frosinone capolista in B. Gli spazi, però, sono pochi, almeno al momento: 3 gettoni in tutto concessi da Fabio Grosso. Da capire se interesserà un eventuale “discesa” in Serie C a Alassane Sidibe (’03) e Samuel Giovane (’03), finora senza troppi spazi tra i cadetti, rispettivamente con Ascoli e Cosenza, ma ragazzi dal curriculum tutt’altro che risibile. Il secondo vestirà addirittura la fascia di capitano al prossimo Mondiale Under 20, con il ct Nunziata che ha sempre riposto grandissima fiducia in lui. Un passo indietro in un progetto ambizioso potrebbe aiutarlo non poco. Suo compagno di squadra per tutto il percorso nelle categorie nazionali è stato Federico Zuccon, che sta trovando buoni spazi a Lecco in una squadra che viaggia in pienissima zona playoff. Altri profili ampiamente spendibili sono Sebastiano Finardi (’01), a suo tempo addirittura capitano della Nazionale U15 e poi un po’ in parabola discente anche per via di alcuni infortuni, e Andrea Viviani (’02, ora al San Donato Tavernelle). Non mancano le risorse anche nell’attuale Primavera, in primis lo zambiano Mannah Chiwisa (’03) e l’italo-albanese Muhameti (’04), mezzala completa tra gli uomini chiave per Fioretto in questo primo scorcio di 2022/23.

ATTACCANTI

Nel novero delle punte inseriamo il gioiello ceco Lukas Vorlicky (2002), se non altro perché in questa stagione di Primavera sta calpestando zolle del campo particolarmente vicine alla porta spesso e volentieri, soprattutto per ovviare alle difficoltà che i centravanti di riferimento hanno avuto finora. Dopo tre anni passati sostanzialmente in infermeria è arrivato il momento di riprendersi tutto per il fantasista ex Brno, perché al momento del suo approdo in Italia più di qualcuno, addetti ai lavori compresi, aveva assimilato le sue movenze a quelle del primo Kulusevski. Pronto per un ruolo importante in un eventuale U23 è senza dubbio anche Tommaso De Nipoti (2003), apparso responsabilizzato dalla fascia di capitano e sempre più a suo agio nelle vesti di rifinitore vicino ad un’altra punta, mostrando di avere nelle corde una potenzialità nell’assist da calciatore importante. Entrambi, ad ogni modo, non sono numeri e 9 in formato tradizionale, e a lungo andare questa potrebbe essere una delle problematiche strutturali della squadra. Qualche soluzione interessante, ad ogni modo, c’è, a partire dal camerunense Italeng, classe 2001 che sta trovando qualche spazio in più negli ultimi mesi a Montevarchi rispetto a quanto non accaduto lo scorso anno, quando si era diviso tra Taranto e Lecco. Chi segue assiduamente la Primavera di Fioretto conoscerà anche la situazione dei centravanti: tutti e tre interessanti, senza una vera gerarchia che li regoli in questo momento. Chi fa registrare un minutaggio più alto è Davide Stabile (2004), scippato al Napoli nel momento del passaggio nelle categorie di rango nazionale qualche anno fa. Si è alternato, a seconda delle circostanze, con i coetanei Vitucci e l’ex Foligno Bevilacqua, che lo scorso anno aveva incrociato i propri futuri compagni alla Viareggio Cup.

GLI ALTRI

Ovviamente l’Atalanta ha in prestito tutta una serie di altri ragazzi che difficilmente, sia per motivi di età che per questioni di utilità della collocazione da trovare loro difficilmente sarebbero eventualmente coinvolti nel progetto U23. Per fare un esempio pratico: se è tutta da vedere l’utilità che potrebbe avere scendere in C per Sidibe o Giovane, figuriamoci allora per i vari Cortinovis, Piccoli, Panada e Cisse, anche se quest’ultimo va a inserirsi nello stesso solco dei sopracitati che faticano a avere continuità in Serie B. Fuori dai giochi, in senso positivo, sembra essere anche Cittadini, forse il miglior difensore U21 di questo campionato cadetto al momento e entrato nel giro della massima nazionale giovanile azzurra con piena continuità. La mission della seconda squadra, ad ogni modo, è chiara: seguire più da vicino e dare spazio a chi, per vari motivi, potrebbe crescere meno facilmente altrove.

L’IMPORTANZA DEGLI OVER

Ovviamente i giovani sarebbero solo la base su cui poggiare e costruire la parte numericamente più corposa dell’eventuale rosa. Per affrontare un campionato di Serie C è infatti necessario basarsi anche sull’esperienza di almeno 2/3 calciatori molto esperti delle dinamiche del campionato che possano trainare l’intero gruppo. Una sorta di condizione necessaria e sufficiente, d’altra parte, in un tipo di torneo in cui i valori tecnici non sono la sola discriminante per determinare le armi atte a stabilire il potenziale di una squadra: per calarsi totalmente nello spirito di quello che è necessario fare serve la disponibilità da parte di tutti, top player compresi, di lottare su ogni campo e su ogni pallone. Ingiusto sarebbe mandare allo sbaraglio un gruppo di ragazzini, anche perché lo spettro della retrocessione porterebbe in dote uno scenario, almeno con le regole di oggi, tragico: la squadra U23 del club non in grado di mantenere la categoria sarà retrocesso. La stessa Juventus, al primo anno di nascita della seconda squadra, ad un certo punto vide il fantasma dei playout come abbastanza concreti ad un certo punto della stagione. Per ingranare meglio investì anche sul mercato di gennaio, acquistando un centravanti da media B come il congolese Mokulu e il cursore Masciangelo dal Lugano, anch’egli assolutamente calciatore da piano superiore.

Per far sì che la torta al cioccolato sia gustosa, spesso, in alcune ricette è necessario fare uso di un cucchiaio scarso di fior di sale. Lo stesso vale per un progetto di questo tipo: se si vogliono veder brillare i ragazzi in quota Under, “rischia” di essere necessario il ricorso anche a figure, in campo così come fuori, che possano guidarli in modo ottimale passo dopo passo. Secondo la normativa attuale della Lega Serie C i possibili Over (quindi per la prossima stagione identificabili nei nati dal 2000 in avanti) spendibili nella distinta dei 24 da presentare la domenica sarebbero 4. Altro sbarramento da non sottovalutare è il numero di calciatori “non formati in un vivaio italiano” inseribili nella distinta: possono essere al massimo 7 su 24. La nazionalità italiana non è requisito fondamentale, ma devono avere sette stagioni di militanza in un settore giovanile Figc. Un distinguo che, di fatto, finisce per privilegiare, anche giustamente, i ragazzi di casa nostra.

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