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Auguri a Gattelli e Fattori, attaccanti per due stagioni

Per il romano e il fiorentino un biennio ciascuno rispettivamente negli anni settanta e ottanta. Due attaccanti dell’era Bortolotti Sr.

Due punte magari non tra le più reclamizzate, ma capaci comunque di contrassegnare un biennio ciascuna in due decadi successive. Oggi, mercoledì 21 dicembre, spengono le candeline due ex dell’Atalanta di epoche diverse, il romano anni Settanta Emanuele Gattelli e il fiorentino anni Ottanta Sauro Fattori. Non proprio dei superbomber, ma capaci comunque di contrassegnare due epoche, rispettivamente in serie cadetta e nella scalata alla massima serie.

GATTELLI, DA CORSINI A PICCIOLI. Compagno di squadra del futuro presidente Antonio Percassi, di Gaetano Scirea, Pierino Fanna e Antonio Cabrini, il romano Gattelli, 69 candeline da spegnere, nella seconda annata (1974-1975) fu frenato dagli infortuni in un reparto addizionato dal ferrarese Alberto Rizzati. Tra il neo retrocesso Giulio Corsini e Angelo Piccioli, successore in panchina della meteora subentrante e subentrata Heriberto Herrera, il capitolino svezzato a casa dalla Romulea e scoperto nell’Unione Valdinievole, pur nella concorrenza interna di Sergio Pellizzaro, Fabio Bonci, Hubert Pircher e Giuliano Musiello, in due stagioni riuscì comunque ad accumulare 40 partite e 6 palloni nel sacco, di cui 33 e 4 in cadetterìa più 7 e 2 in Coppa Italia. Pistoiese, Cagliari, Padova, Sant’Elena e Nuorese, appendendo le scarpe al chiodo trentaduenne, le stazioni successive.

FATTORI E LA RISALITA IN A. Ben più difficile, se guardiamo la vicenda del fiorentino Fattori, in seguito allenatore (Rondinella, Arezzo, Sestese, Colligiana, San Piero a Sieve, Castelfiorentino, Firenze e Fiorentina femminile di cui poi è diventato dirigente, la concorrenza coi mostri sacri Marco Pacione, Marino Magrin allora sottopunta, Bortolo Mutti, di passata Enrico Vella che era un esterno di centrocampo o giù di lì e, di passata, la meteora svedese Lars Larsson. 51 allacciate di scarpe di cui 5 in Coppa Italia e 6 in Mitropa Cup, segnando in casa dello Spartakus Békéscsaba uno dei 7 gol totali, un campionato di B e quello in A, al rientro al piano di sopra dopo il quinquennio in purgatorio fino alla serie C, nel palmarès dell’attaccante compatto e veloce nato in viola, che avrebbe proseguito tra Sambenedettese, Reggina, Foggia, Spal, Massese, Rondinella e Colligiana (ritiro trentatreenne). Tanti auguri.

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