Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Approfondimenti

Gli olandesi e il brasiliano, la coesistenza possibile

La nuova ricetta per il centrocampo dell’Atalanta potrebbe essere quella vista in amichevole in casa del Betis: gli olandesi mai più soli

Chi pressa e suggerisce, chi segna. Marten de Roon ed Ederson, nel venerdì da test match prenatalizio, si sono sposati col fondo del sacco. E pure col compagno che li ha fatti girare. Col Betis s’è forse scoperta l’acqua calda, ma la formula olandesi più brasiliano a metà campo vista parzialmente nel secondo tempo del Villamarin Teun Koopmeiners, nel ruolo di trequartista, non è certamente un inedito. Il ruolo gli era già toccato nella scorsa stagione, seppur sporadicamente, quando l’Atalanta era alla ricerca degli equilibri perduti senza più ritrovarli, specie nella seconda parte. Se il mancino oranje può tranquillamente fare il suggeritore dietro la linea d’attacco e pressare il portatore di palla avversario, caratteristiche da sempre richieste da Gian Piero Gasperini a chi sta davanti ai due mediani, il brasiliano ex Salernitana può tranquillamente partire dal dischetto per dare sfogo a tutta la sua esuberanza atletica.

GLI OLANDESI E IL BRASILIANO. Uno dei quattro investimenti della finestra estiva del calciomercato insieme all’esperto Ademola Lookman e alla strana coppia di under Brandon Soppy-Rasmus Hojlund, Ederson ci ha messo un bel po’ a carburare nel centrocampo nerazzurro. Una zolla orfana del transfuga del vero metronomo Remo Freuler che richiede le due fasi eseguite a menadito, fisicità, resistenza, fondo e dulcis in fundo passaggi, tiro e quel quid di fantasia che non basta mai dopo l’abbandono forzato del Papu Gomez. Il reparto di mezzo attuale, però, non può permettersi di riciclare da vertice alto un altro attaccante o fantasista. Ruslan Malinovskyi, pure in quella posizione, è un adattato che si adatta fino a un certo segno, essendo una mezzala fatta e finita, contrabbandata per “giocatore offensivo” dal mago in panchina in mancanza d’altro.

IL CENTROCAMPO E LE SUE PEDINE. I tre suddetti si combinano benone: la diga De Roon, il ragionatore dal calcio proibito RoboKoop e infine il verdeoro da corsa. Domanda non oziosa: e Mario Pasalic, in tutto ciò, c’entrerà ancora? A Siviglia non c’era perché in riposo post Qatar 2022. Ce n’è davvero uno di troppo, o il croato può restare a fare il jolly tappabuchi, visto che ai Mondiali ha giocato sempre ala destra? Al Gasp l’ardua sentenza. Anche se lui non si priverebbe certo di anima viva, lì in mezzo, dove serve gente che si cali l’elmetto e abbia qualità a sufficienza per giocare il calcio dei suoi desideri. Terrà fede alle promesse e alle attese, il buon Teun dal sinistro al fulmicotone, da erede, come elemento di raccordo, di Jasmin Kurtic, Bryan Cristante e il Papu?

1 Commento
Subscribe
Notificami
guest

1 Commento
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI NEROAZZURRI

Un bergamasco tutto d'un pezzo, Angelo "Domingo" Domenghini

Angelo Domenghini

Bergamasco DOC e tifoso atalantino

Cristian Raimondi

Il goleador della storia atalantina

Cristiano Doni

Il "Mondo", l'amico di tutti

Emiliano Mondonico

"EL TANQUE" NERAZZURRO

German Denis

PRIMA CAPITANO, POI AUTENTICA BANDIERA NERAZZURRA

Gianpaolo Bellini

IL "VIN DIESEL" DI BERGAMO

Giulio Migliaccio

Uno dei 7 capitani storici, per lui 8 stagioni con l'Atalanta di altissimo livello

Glenn Stromberg

Il goleador della storia atalantina

Riccardo Zampagna

Advertisement

Altro da Approfondimenti