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Tutti i numeri dell’Atalanta. La sorpresa del possesso palla da pericolante

Dal possesso palla alle cifre in fase offensiva, ecco tutte le voci statistiche dei nerazzurri in attesa dell’anno nuovo

Come ritrovarsi quindicesimi pur con entrambi in piedi in Europa League. C’è un dato, nell’Atalanta sesta in classifica dopo 15 giornate, che ne fa quasi una pericolante. Sintomatico, se non altro, della volontà o della necessità di concedere l’iniziativa all’avversario di turno. Il possesso palla medio a partita, infatti, è pari a 25 minuti e 34 secondi, a mezza via tra due aspiranti vere alla salvezza e poi chissà come Salernitana e Spezia. Da zona rossa perfino i corner, appena 59, sedicesimo dato nazionale, a 41 lunghezze dalla Fiorentina che però globalmente se la passa peggio, lontanuccia dai sogni europei.

IL POSSESSO DA PERICOLANTE. Se nella voce comanda la triade Napoli-Fiorentina-Monza, i numeri nerazzurri suonano ancora più striminziti ove si pensi che i Ciucci tengono il boccino addirittura 6 minuti e 59 secondi in più della squadra di Gian Piero Gasperini. Dodicesimo posto per le parate, 39, a un’incollatura dal Milan e a pari merito con Juve, Monza e Udinese, statistica che vede in testa a 65 la Cremonese in cui milita il prestito atalantino Marco Carnesecchi (19 personali, il resto di Radu). Tredicesima piazza per gli offside, con 24, trappola da cui la rotazione bergamasca si guarda benino le spalle, se si pensa che il Verona, primo dei gabbati e anche per questo sul fondo più fondo che c’è, è incappato in ben 40 fermi immagine oltre il penultimo difendente.

I NUMERI SOTTO PORTA. I 22 gol segnati, in controtendenza con le tre annate da quota 100 e oltre dal 2018 al 2020, parlano di una Dea settima nella specialità, mentre è sesta nella generale. Una tana scavata tra Udinese (+2) e Bologna (-2) a meno 15 dalla capolista. Tenendo conto delle 151 occasioni prodotte, la percentuale realizzativa è dell’11 per cento sul totale di 186 tiri (66 in porta, 64 fuori e 56 respinti), decimo score del massimo campionato, lontani dai 272 di chi guarda le concorrenti dall’alto in basso nonché a mezza via tra i 193 del Sassuolo e i 186 dell’Empoli. Poco equilibrio nella distribuzione temporale delle marcature: mai in avvio, 4 tra il quarto d’ora e la mezzora del primo tempo, 6 nell’ultimo spicchio prima dell’intervallo, 7 entro il quarto d’ora della ripresa, 2 tra l’ora di gioco e il 75’ e 3 nella frazioncina cronometrica conclusiva.

NUMERI UTILI. 14 gli assist vincenti, 159 i cross totali (di cui 68 utili) che raccontano del nono posto tra Bologna e Salernitana a meno 17 dalla Roma. Sempre lì, a braccetto coi felsinei, pure i legni, 5, meno 7 dalla compagine di Mou. Positiva, al contrario, la media di 109,97 chilometri percorsi a partita, la quinta: la prima, a 114,915, è la Lazio sarriana. Settima la distanza media camminata (38,962 chilometri, comanda la Lupa); sesta quella corsa (61,798) dove vola alto ancora l’Aquila, quarta nello scatto con 9,208 (Lazio, again, 9,911).

I NUMERI DELLA DIFESA. Dei 15 gol subìti, 1 ad allacciata di scarpe, 1 è stato incassato nel primo quarto di gara, quindi rispettivamente 3, 3, 2 e due volte ancora 3. 150 le palle perse, a fronte di 981 recuperate. Cattiveria o, meglio, durezza relativa, infine, si direbbe: 151 i falli subìti, 189 commessi, 41 gialli più la doppia ammonizione di Muriel (simulazione e fallo) nel ko casalingo con la Lazio.

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