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Gasperini: “Musso e Demiral out per lo Spezia, Hateboer…”

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Mister Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla viglia della gara di domani a La Spezia, con annesse indicazioni molto precise sul fronte infermeria: “Domani si parte in 25 lasciando a casa Demiral e Musso. Porto Hateboer anche se non è ancora a posto per giocare, forse facciamo un’amichevole giovedì”.

IL RIENTRO “A gennaio dopo la sosta per i Mondiali ci sono tante partite, è normale. Con lo Spezia è come ricominciare la stagione, c’è voglia di giocare. Una pausa anomala che comunque ci ha dato la possibilità di allenarci bene”.

L’AVVERSARIA “Lo Spezia ha fatto ottime prestazioni vincendo tra l’altro a Verona, mi pare abbia aggiunto un po’ di coraggio in più. Un collettivo cresciuto e migliorato, comunque fuori dalle zone pericolose. Si va là per fare la prestazione giusta: non esistono partite facili. Da qui in poi vedo un campionato più equilibrato”.

 

IL RICHIAMO DI PREPARAZIONE “Se finisse qui la stagione, saremmo in Europa League. Abbiamo perso 4 volte nelle ultime 5 partite su 15 turni. Viste così sembrano uno sfacelo, ma globalmente è stato un bel percorso. Si riparte. Ci siamo allenati molto e bene, rispettando anche i recuperi dei singoli. La scelta di restare a Bergamo al netto delle amichevoli internazionali è stata giusta. Sono stati buoni test. Giocare senza pressione serve anche a conoscerci di più: c’è un gruppo di giocatori che sta insieme da tanto, i legami sono forti”.

CATTIVERIA E CONVINZIONEAbbiamo bisogno di ritrovare un po’ di cattiveria, di motivazioni più forti, di legami più forti coi nostri valori. Dice bene Caldara che quando si gioca contro l’Atalanta di fronte si ha una cultura. Dobbiamo proporci in un modo più convincente, soprattutto in casa, dove c’è mancato qualcosa per raddrizzare le partite, cosa in cui eravamo bravi negli anni scorsi”.

LA ROSAQuanto è grande una rosa ideale? Non ne faccio corte, le faccio giuste. Al primo anno a Genova in ritiro c’erano 42 giocatori. Se è troppo ampia, ci si riempie la bocca vendendo fumo alla gente. Una rosa ampia non fa una squadra forte. Non ho bisogno di lezioni su come si fa una rosa e una squadra: quest’anno purtroppo siamo un po’ troppo numerosi, ma non c’è stata la possibilità opposta e non credo ci sarà nemmeno a gennaio. Io del resto non mando via nessuno”.

LE POLEMICHE “A Bergamo qualcuno alimenta polemiche inutili, gente che è una zavorra, ma sia chiaro che non rilascio interviste né do la formazione ai giornali. Mi preoccupa leggere che siamo una grande squadra e se non andassimo in Europa sarebbe un fallimento, soporattutto da chi non ha mai azzeccato una previsione. L’ultima polemica è la mistificazione che mi ha messo contro Percassi: leggendo quel titolo stavamo prendendo il caffè nel suo ufficio. Tra noi c’è rispetto, lui ha un grande carisma. Sarebbe meglio parlare di calcio: l’Atalanta può guardare con serenità al futuro anche per i bilanci che ha. Al presidente ho detto che sarebbe bello tornare in Europa e che la cosa più importante è una società solida in grado di valorizzare Scalvini, Ruggeri, Ederson e Hojlund. Valorizzare è tutto”.

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