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Da Caniggia a Valoti passando per Messina e Cavasin: gli altri 6 compleanni del 9 gennaio

In ordine alfabetico, Caniggia, Carraro, Cavasin, Ivan, Messina e Valoti: il 9 gennaio degli altri 6 compleanni nerazzurri

120 partite e 31 palloni nel sacco mica si possono archiviare nel cassettone più remoto o nel baule del solaio. Soprattutto quando si è in cima alla pattuglia assortita dei festeggiati del 9 gennaio che non si chiamino Hans Hateboer. Il primo, per militanza, classe e affetto tributatogli tuttora dai tifosi dell’Atalanta, è indubbiamente Claudio Caniggia, il gemello di Evair, cose buone dal Mondo e poi con Frosio e Giorgi fino a tornare a fine secolo per la promozione del Vava. L’ultimo, in ordine di tesseramento, è il carneade Marco Carraro, il più giovane col suo quarto di secolo e pure il più emblematico del calcio contemporaneo, firma a Zingonia a fine giugn0 2018 e, insieme a Davide Bettella, poi finito al Monza, sconto sue due gambe all’Inter per Alessandro Bastoni. In mezzo, vuoi mettere, ce ne sono altri quattro alle prese con torta e candeline.

CANIGGIA, IL FIGLIO DEL VENTO. El Pajaro, 257 incontri e 70 reti da pro, Intercontinentale e titolo col natìo River Plate, qui diventato il Figlio del Vento, arrivava dagli stravizi all’Hellas Verona e in seguito avrebbe raggiunto la Capitale, sponda giallorossa. La sua chioma bionda, che a volte sventolava in prima linea insieme a quella scura di Mindo Madonna piuttosto che quella del bomber brasileiro dallo sguardo triste, dopo essere passato da due campagne Uefa di fila in nerazzurro proseguì con Benfica, Boca Juniors di cui è un fan sfegatato insieme al Diez Diego Maradona ormai trentacinquenne, Dundee, Rangers (1 campionato, 2 coppe di Scozia e di Lega scozzese) e Qatar Sc appendendo le scarpe al chiodo a quota 37 per tornare brevemente a 45 nel Wembley. Con l’Argentina, 16 gol in 50 match, trionfando nella Copa America in Cile nel ’91.

CAVASIN E MESSINA, LA COPPIA DEL 17. Accomunati, invece, dalle soltanto 17 presenze a Bergamo il difensore-marcatore Alberto Cavasin (1 gol in 418 match in carriera), trevigiano classe ’56, tutto (4 in Mitropa Cup) nella stagione 1977/78 con Titta Rota allenatore, e Gabriele “Lele” Messina, condite nel caso del coetaneo bomber di Crotone da 7 gioie liberate dalla strozza, tutte nella prima parte dell’annata cadetta 1980/81 personalmente stoppata da un grave infortunio e culminata con la storica retrocessione in serie C1. Se il secondo avrebbe fatto il dirigente, fungendo da direttore sportivo dal 2004 al 2007 durante il penultimo scorcio della presidenza del parente acquisito Ivan Ruggeri, per il primo la vicenda sulla panchina forse non è ancora finita, vista la disponibilità accordata al Barisardo, Prima Categoria, nel Nuorese, portata in Promozione nella scorsa primavera. Messina, che chiuse (salvo il campionato amatori Over 40 coi fratelli Selini nell’Unigasket Telgate) a 37 anni al Pergocrema, giocò anche con Crotone, Trapani, Cavese, Salernitana, Brescia, Modena, Bari, Palermo, Foggia, Cosenza, Virescit, Telgate e Palazzolo Telgate. Cavasin, scuola Juve a ruota delle giovanili nel Silea, proveniente da Avellino 36 anni or sono dopo l’apprendistato a Treviso, vestì poi le maglie di Spal, Verona, Catanzaro, Bari, Cesena e Padova. Proprio laddove iniziò ad allenare trentaquattrenne, con tappe a Lecce, Firenze (risalendo dalla C2 con la Florentia Viola), Brescia, Sampdoria, Bellinzona e Leyton Orient.

VALOTI, IVAN E CARRARO. Detto di Carraro, nato a Dolo ma di Malcontenta, a metà fra Mira e Venezia, giovanili tra Riva Malcontenta, Padova e Inter, parcheggiato (205+6+9 assist( prima nel Pescara da milanese e quindi in Foggia, Perugia, Frosinone, Cosenza e Crotone, restano il centrocampista tendenzialmente di fascia e di corsa Aladino Valoti e il portiere Andrea Ivan. L’enfant-du-pays nembrese, oggi 57… inverni, che abita a Brembate Sopra, è tornato a fare due estati fa il direttore sportivo all’AlbinoLeffe dopo averlo fatto al Sudtirol, al Palermo e alla Primavera del Napoli: per lui, 1 solo gol nell’unica annata con Nedo Sonetti, a Monopoli in Coppa Italia il 21 agosto ’85, in 15 allacciate di stringhe, da papà d’arte di Mattia con 552 apparizioni e 22 gol tra Piacenza, Parma, Spal, Sambenedettese, Brescia, Vicenza, Verona, Lucchese, Cosenza, Palermo, Crotone, Martina e nei dilettanti Nuova Albano (stop a 38). Riserva di Alex Calderoni e Nando Coppola sotto Stefano Colantuono, infine, 7 volte titolare dal 2005 al 2008, il fiorentino Ivan, classe ’73, dopo aver chiuso il ristorante in città in zona Broseta era andato a parare nell’Ibiza dovendosi pure pagare il traghetto per le trasferte: Poggibonsi, Ascoli, Siena, Foggia, Salernitana, Livorno, Fiorentina, Pescara, Mapello, Castelfranco, FiesoleCaldine, Scandicci, Audax Rufina e Ideal Club Incisa ritirandosi nel 2017. Tanti auguri.

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