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16 gennaio: candeline per Vavassori, Consonni e Morfeo

Vavassori

Il tecnico della risalita in A, il centrocampista protagonista in Europa e il fantasista: auguri a Vavassori, Consonni e Morfeo

Oggi non festeggia soltanto il co-chairman Stephen Pagliuca. C’è, anzi c’era prima del suo avvento coi capitali freschi di Bain Capital da immettere nell’azioni societarie, un terzetto di protagonisti tra campo e panchina. Il tecnico che aveva fatto lo stopper, l’enfant-du-pays che portò Sabbio di Dalmine quasi in vetta all’Europa e il gran mancino che solo tra il Brembo e il Serio riusciva a esprimere il calcio stellare nelle sue corde. La torta di compleanno di ex dell’Atalanta, lunedì 16 gennaio, è da divisa in tre fette tra Giovanni Vavassori da Arcene, che oggi spegne 71 candeline, e un paio di piedi buonissimi: il destro di Gian Mario Consonni, neo cinquantasettenne ancora in forza alla Onis del campionato provinciale amatori Over 40 di Bergamo Tornei, famoso per la cavalcata cadetta e in Coppa delle Coppe nel 1987-1988 agli ordini di Emiliano Mondonico; il mancino di Domenico Morfeo, che taglia il traguardo dei 47.

VAVASSORI, DA MASTINO A MISTER. Il mastino Vavassori, meccanico da bòcia a Canonica d’Adda, dal 1970 al 1972, anno del passaggio al Napoli con cui avrebbe vinto la Coppa Italia ’76, e quindi dal 1977 al 1982, coi colori con cui è cresciuto calcisticamente ha un palmarès di 270 partite, 4 gol, una promozione dalla B e un’altra dalla C1. Da mister, invece, altari e polvere: l’8 giugno 1998 dello scudetto Primavera, il secondo della serie a un quinquennio esatto da quello di Cesare Prandelli, 1-0 alla Roma a Bari con matchball di Corrado Colombo, e il 21 aprile 2003 dell’esonero dopo quattro stagioni incomplete alla guida della prima squadra, a cinque turni dal termine: il suo sostituto Giancarlo Finardi, ora coordinatore tecnico del vivaio, non riuscì comunque a evitare la retrocessione nel doppio spareggio con la Reggina. In dote, anche il Trofeo Dossena 1997, oltre allo sdoganamento di intere pattuglie di promesse fatte in casa, da Pelizzoli a Bellini passando per i gemelli Zenoni e Pinardi. Altrove, da calciatore, anche il Cagliari e il Campania Puteolana, ritirandosi a 34 primavere; al di qua della riga di gesso, iniziando nel ’90 proprio dalla base, Ternana, Genoa, Avellino, Cesena, Verona e Pavia. Il settimo posto della sua pattuglia di baby con Cristiano Doni vedette prima maniera nel 2000-2001, generando la plusvalenza di Mister 27 Miliardi Ivan Pelizzoli, resterà nella storia. Su 135 panchine, 45 vittorie e una sconfitta di più, 158 gol fatti e 160 subìti.

CONSONNI: SABBIO CRISTALLINA. Il dalminese del ’66 Consonni, meteora da atalantino, la insegna ancora coi suoi lanci perfetti, avendo comunque il privilegio di poter raccontare un’epopea di coppe lunga 6 partite. 31 allacciate di scarpe totali e stop, cominciando sedicenne nella Coppa Italia di serie C sotto Ottavio Bianchi e passando dall’esordio in A sotto Nedo Sonetti nell’1-1 col Milan del 27 aprile 1986 da sostituto di Simone Boldini negli ultimi venti minuti. Nell’annata del Baffo di Rivolta, 20 apparizioni con 2 reti nel campionato cadetto. Lontano da casa, B e C: Lucchese, Venezia, Monza, Barletta, Ternana, Modena, Spal, Como, Novara e AlbinoLeffe (2000). Un centrocampista dalla tecnica cristallina che avrebbe meritato ben di più.

TRA LE BRACCIA DI MORFEO. Oro europeo a Spagna ’96 con l’Italia Under 21, Mimmo l’abruzzese, di San Benedetto dei Marsi, con la maglia dell’Atalanta ha totalizzato quattro stagioni e mezza, dal ’93 al ’97 e poi da gennaio a primavera nel 2001 in prestito dalla Fiorentina, con 28 reti in 111 partite disputate. Non poche, se raffrontate alle 62 in 350 da pro. Scoperto quattordicenne da Bixio Liberale, suo allenatore e osservatore del guru Mino Favini, il debutto al piano sopra avviene coi titoli Allievi e Primavera già alle spalle, a 17 anni, il 19 dicembre 1993, nel 2-1 al Genoa. Francesco Guidolin era stato già rimpiazzato dal mentore di Morfeo nel vivaio, il futuro ct azzurro Cesare Prandelli, sprovvisto di patentino, in coppia con Andrea Valdinoci. A fine stagione, dimessosi dalla prima presidenza Antonio Percassi il 23 febbraio 1994 a favore di Ivan Ruggeri, fu serie B. Lui, il talento immenso racchiuso nel metro e settanta, sarebbe sbocciato grazie al Mondo, al suo ritorno in sella dopo gli anni al Torino. E avrebbe conquistato il Milan, vincendoci un tricolore da comprimario. Cagliari, Verona, Inter, Parma, Brescia e Cremonese il percorso nel calcio dei grandi fino al 2009, il San Benedetto dei Marsi nel 2010-2011 come ultimissima stazione. E, in bacheca, il senso di un’incompiuta dal futuro roseo alle spalle: scudetti Allievi (’92) e Primavera (’93) contornati di un Viareggio e un Dossena tra inverno ed estate del suo anno magico, quello del debutto da big, e quel triangolino coi colori patri sul cuore a fine del secolo scorso. Auguri.

BERGAMO 12 -07 -2018- FESTA DELLA DEA 2018 .ALBERTO MARIANI – SILPRESS – 15 FESTA DELLA DEA 1 SERATA nella foto. – Gomez – Morfeo
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1 anno fa

Auguri

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Auguri Vava

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💙🖤

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1 anno fa

AUGURI A TUTTI

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1 anno fa

Auguri mister🍾🥂🍰😘

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AUGURI

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1 anno fa

🖤💙 Tantissimi auguri a tutti e tre 🖤💙

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1 anno fa

Tantissimi auguri a tutti e tre 🍾🥂

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