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L’Eroe di Lisbona e l’altro: il compleanno di Cantarutti

Il primo compie oggi sessantacinque anni, il secondo, Cappioli, dieci di meno… con sole 11 presenze e senza la fama di Lisbona

C’è un bel tipo alto che oggi, martedì 17 gennaio, dice 65 all’anagrafe. Si chiama Aldo e qualcuno lo chiama ancora Aldo-gol, di cognome fa Cantarutti e per tutti i tifosi dell’Atalanta è semplicemente l’Eroe di Lisbona. Il bomber di Manzano (Udine) non segnava mica tanto, a conti fatti, al netto della tripletta di Verona in cui dovette farsi restituire la maglia lanciata nel settore ospiti perché all’epoca mica ce n’era più d’una. Guarda caso, comunque, i gol di un certo peso li faceva a marzo: il 23 del 1986 al “Bentegodi” per la gioia di Nedo Sonetti, il 2 e il 16 del 1988 per raddoppiare sottomisura il vantaggio su rigore di Eligio Nicolini che due settimane dopo, al “José Alvalade”, gli avrebbe innescato l’assist in corsa per l’1-1. Quarti passati, autostrada spalancata alle semifinali da sogno col Malines in Coppa delle Coppe da terminale non sempre titolare della Dea cadetta del primissimo Emiliano Mondonico.

CANTARUTTI, L’EROE DI LISBONA. Alla fin fine le palle nel sacco ammontano “soltanto” a 20 in 77 allacciate di scarpe, discreto bottino in un’epoca in cui ai difensori veniva concesso di fare i difensori. Svezzato dal Torino, una sua rovesciata annullata in Catania-Milan costò al “Cibali” 6 turni di squalifica per tafferugli. Era il 12 febbraio 1984 e, segno del destino, a difesa dei pali rossoneri c’era il futuro compagno atalantino Ottorino Piotti. Passato anche da Lazio, Monza, Pisa, Ascoli prima di Bergano e quindi, in coda a due annate e mezza, Brescia e Vicenza chiudendo trentaduenne, di lui si ricorda la Range Rover targata Catania perennemente parcheggiata ai piedi della salita verso la Maresana.

CAPPIOLI, L’ALTRO DEL 17 GENNAIO. Massimiliano Cappioli, 11 volte sole nerazzurro e giocoforza non all’altezza della fama luminosissima di Aldo-Gol, è un romano de Roma (litorale) cresciuto nella Lupa. Fu però nel Cagliari, da tornante di destra, la sua vera consacrazione, anche se in seguito sarebbe tornato alla base prima di farsi Udinese, Bologna, Perugia, Palermo e Taranto. Con Claudio Ranieri, dalla C1 alla Coppa UEFA in un amen. Nato nel Pescatori Ostia, vi smise trentanovenne per allenarci il compagno romanista Marco Delvecchio. 11 partite da bergamasco onorario, da gennaio a giugno 1998, per retrocedere insieme alla banda-bis del Mondo, bastano a inserirlo in questa rubrichetta di auguri.

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