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“Muriel mi sembrava il Papu”: il tenerissimo amarcord del Gasp

Il tecnico nerazzurro nel dopogara con lo Spezia s’è lasciato andare a un complimento a Muriel sul filo del Papu-amarcord

Il finisseur riciclato a fantasista-suggeritore? Per il comandante in capo è un sì. Muriel sembrava un po’ il Papu. Un elogio pieno di tenerezza sul filo dell’amarcord. Un complimento grande come una casa per il doppio assistman del gol e mezzo (palo e autorete di Ampadu) di Rasmus Hojlund, il nuovo fenomeno che farà vent’anni il 4 febbraio e sbarra la strada della gloria a Luis come all’altro cafetero Duvan Zapata. Nostalgia di Gomez, oppure nuovo ruolo possibile, in alternativa a quello di bomber pronto all’uso uscendo dalla panchina scemato negli ultimi tempi? “A un certo punto giocava solo lui”, il bonario rimprovero, che in realtà non lo è, col sorriso a 32 denti.

MURIEL COME IL PAPU. Oltre a esercitare il colpo di reni di Zovko, sfiorando quel successo personale nell’ottavo di Coppa Italia da manita sporca contro lo Spezia, Lucho ha dunque lasciato l’impronta indelebile di un ruolo indefinito quanto interpretato a modo proprio. Cioè il rifinitore in punta di contropiede: “Trova benissimo la posizione in campo”, l’ammiccamento del Gasp. Che l’aveva già riempito di complimenti durante l’epopea in Champions League, sull’altare come nella polvere, a esempio quando nell’ottavo di finale contro il Real Madrid, in dieci dopo 17 minuti per l’assurdo rosso a Remo Freuler per il contrasto quasi al limite su Farland Mendy che l’avrebbe poi risolta quasi al fotofinish. In quella come in precedenti occasioni, ecco il sorrisone del profeta di Grugliasco: “Nessuno ha detto a Muriel di stare dietro la punta, è stato bravo lui a leggere la situazione e a mettercisi da solo”.

IL GASP E L’AMARCORD TATTICO. Del resto, ben prima dell’improvvisa rottura maturata tra capitano argentino e tecnico dal rifiuto del primo di virare a destra nel primo tempo col Midtjylland (1 dicembre 2020) e della conseguente cessione al Siviglia nella finestra invernale, c’era stato il cambio di posizione che aveva cambiato la vita al diez di Buenos Aires allungandogli la carriera. 21 ottobre 2018, cinquina a uno sul campo del Chievo, Papu dietro le punte e primo difensore pressando il portatore di palla. Il 24 febbraio 2021, il complimentone a Luis che in inferiorità numerica, prima di lasciare il posto a Josip Ilicic (11′ della ripresa), si mise a disposizione della causa senza farsi imboccare la soluzione del caso. Corsi e ricorsi della storia, anche se sappiamo tutti che il 9 prossimo alle 32 candeline non ha il passo e la velocità per farlo dal kick off. Intanto, godiamoci l’amarcord di quando tra il lider maximo detronizzatosi da solo e il mago della panchina erano rose e fiori.

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