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Da talento a Zingonia a veterano della A, sabato torna in campo Consigli

Il portiere di Cormano entrò giovanissimo nel vivaio nerazzurro

 

Per lungo tempo gli addetti ai lavori del settore giovanile nerazzurro, ormai parecchio tempo fa, descrissero Andrea Consigli come un ragazzo che “sarebbe arrivato”. A una ventina di anni di distanza si può assolutamente dire che ci avevano preso in pieno, con ben 14 stagioni di Serie A sul groppone e la statistica, positiva o meno a seconda del lato da cui lo si vuole guardare, che lo vede addirittura come il calciatore con il più alto numero di presenze nella storia del massimo campionato senza aver mai esordito in Nazionale. Se ne farà una ragione, anche perché il percorso è stato pieno di soddisfazioni e da parecchio tempo il suo profilo è sinonimo di continuità ed affidabilità, anche grazie ad un aggiornamento continuo nella gestione del proprio bagaglio tecnico, che ha visto nel tempo migliorare anche gli aspetti sui cui ai tempi di Bergamo era un po’ più carente. Al netto di un’ottima presenza tra i pali, infatti, non si mostrava sempre sicurissimo nella gestione delle uscite, e la gestione della costruzione del gioco con i piedi non era certo una specialità. Poco male: all’epoca il calcio posizionale non era entrato ancora totalmente nel vivo e, soprattutto, al Sassuolo ha trovato sulla propria strada Roberto De Zerbi, forse il miglior allenatore possibile per lavorare su questo aspetto.

 

Nel mentre, da quando si è trasferito sulla via Emilia, ha definitivamente completato il percorso di maturità anche da un punto di vista familiare, diventando papà di Ginevra ed Eva, avute da Alessandra, sua compagna di vita sin da quando era ancora giovanissimo. Tutti aspetti che, tornando indietro, lo aiuteranno a coltivare in maniera ancora più dolce i ricordi degli anni di Zingonia, cominciati all’età di 11 anni all’insegna di tanti sacrifici e viaggi con il pullmino da Cormano. Fondamentali furono gli insegnamenti di Carlo Resmini e Massimo Biffi, che “passò” dal settore giovanile alla prima squadra nell’estate 2015, un anno esatto dopo l’addio di Consigli. In prima squadra, quindi, non hanno mai lavorato assieme, ma è probabile che domani, nel tunnel del Mapei, saranno abbracci e sorrisi con quello che fu uno dei suoi primi maestri.

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