
L’ex difensore nerazzurro, già nel settore giovanile fin da bambino, ha appeso le scarpe al chiodo da un biennio
Padova in Coppa Italia al primo colpo, Bologna, Roma e Udinese al secondo, in campionato, per due successi e altrettanti pareggi. 62 match e 4 gol tra il biennio 2012-2014 targato Stefano Colantuono e il 2015-2016 dell’addio agli ordini di Edy Reja. Non poco e non male, prima di veder sbiadire la propria parabola professionale tra il ritorno al Genoa, litigio con Ivan Juric che era stato l’allievo del suo primo mentore (da due partite…) Gian Piero Gasperini e via, la Virtus Entella insieme alla Zanzara De Luca, il Chiasso, il Chievo e la Triestina. Oggi, venerdì 17 marzo, compie 35 anni da disoccupato Davide Brivio, il milanese di Cimiano cresciuto a pane e Atalanta dai 10 ai 17 anni prima di essere venduto alla Fiorentina tornando alla base in età più matura.
BRIVIO, DA CIMIANO A ZINGONIA. Il mancino del capoluogo lombardo, pericolosissimo per le sassate da calcio di punizione, era l’antitesi dell’atipico e molto più difensore di lui Gianpaolo Bellini cui portò via la fascia bassa a sinistra. Compartecipato dai viola, alla corte del Gasp, che al suo approdo a Bergamo otto estati più tardi non avrebbe mosso un dito per trattenerlo, a, Grifone era arrivato in prestito dal Vicenza, pronto a cederlo al Lecce una volta valorizzato. Classico ma infrequente caso di riacquisto di un figlio del vivaio, benché poco reclamizzato. In riva al Mar Ligure, contributo minimo, anche perché chiuso da Totò Bocchetti e Mimmo Criscito. Può ben consolarsi con le 10 reti in 282 partite da pro e con gli scudetti Giovanissimi e Allievi Nazionali in nerazzurro con Alessio Pala, più la trafila nelle giovanili azzurre da bronzo mondiale Under 17 in Perù. Tanti auguri.
