I 64 di Andrea Mandorlini, da giocatore retrocesso ad allenatore promosso

Spegne 64 candeline mercoledì 17 luglio il ravennate Andrea Mandorlini, che segnò l'unico gol atalantino a Palermo dove poi avrebbe perso la panchina

Mandorlini

Retrocesso in serie C da nemmeno ventunenne, nella disgraziata stagione 1980-1981 quando era un jolly difensivo, promosso in A da tecnico salvo farsi avvicendare da Delio Rossi nel 2004-2005 per una retrocessione tra le più applaudite. Aedo dell’Atalanta di Duccio Innocenti, di Gianpaolo Bellini, di Michele Marcolini, di Antonino Bernardini, di Riccardo Montolivo, del Gaucho Gautieri, di Igor Budan e di Giampaolo Pazzini, il festeggiato ex nerazzurro di oggi, Andrea Mandorlini, compie 64 anni di cui gli ultimi 9, dopo l’ultimo full time veronese, a inseguire panchine in corso d’opera.

Mandorlini, nerazzurro da giocatore e da allenatore

La sua, a Bergamo, l’avrebbe appunto persa dopo un’annata con finale in calando nel bizzarro ed estenuante campionato di serie B da 46 partite. 19 vinte, 20 pari e 7 ko il suo curriculum fin lì, 7 pari e altrettanti ko al ritorno al piano di sopra per farsi sostituire dal riminese, col fido secondo Valter Bonacina rimpiazzato a sua volta da Fedele Limone. Da difensore o mediano, un po’ meglio, senonché all’inizio dei mitici anni ottanta l’allegra banda di Bruno Bolchi, passata di mano a Giulio Corsini alla prima annata presidenziale di Cesare Bortolotti, non era caduto a piombo all’inferno.

Mandorlini, il destino a Palermo

Alla “Favorita” di Palermo, gli incroci del destino a pelo d’erba e poi dentro l’area tecnica del ravennate Mandorlini, che cresciuto a casa sua avrebbe poi fatto una bella carriera nel Torino, nell’Ascoli e nell’Inter vincendoci lo scudetto trapattoniano più la Supercoppa Italiana e la Coppa Uefa per chiudere trentatreenne nell’Udinese. Il 21 settembre 1980, a Palermo, il solo acuto nerazzurro in 38 presenze (4 in Coppa Italia) per il provvisorio vantaggio al 17′ poi rintuzzato da De Stefanis dopo 8 minuti. Il 5 dicembre 2004, la panchina persa a favore di Rossi. 22 reti in 482 match da pro, quindi il cambio di mestiere: dal 1993 in avanti, Manzanese, Triestina, Spezia con promozione in C1, Vicenza, Atalanta, Bologna, Padova, Siena, Sassuolo, CFR Cluj, Hellas con promozione in A nel 2013, Genoa, Cremonese, Padova, Mantova e ancora Cluj con esonero il 24 gennaio scorso. Proprio lì i trofei: campionato e coppa rumeni più la supercoppa nel 2010. Tanti auguri.

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1 anno fa

Mai un saluto ai tifosi quando arrivava a Zingonia…

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1 anno fa

én igen! Ostoba seggfej volt, szar edző.

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1 anno fa

Auguri mister

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