Il Borussia Dortmund non è il Bayern Monaco, ma resta una delle realtà più solide del calcio tedesco ed europeo. Da anni i gialloneri inseguono il primato in Bundesliga, convivendo con il ruolo di principale antagonista senza riuscire a interrompere l’egemonia bavarese. Eppure, dal 2012 a oggi, il club ha saputo ritagliarsi uno spazio importante anche in Europa, centrando due finali di Champions League, l’ultima appena due stagioni fa. Oggi la squadra allenata da Niko Kovac si presenta come un gruppo compatto e pragmatico. Il tecnico croato privilegia equilibrio e concretezza, con un’impostazione che punta a limitare i rischi e a sfruttare al meglio le qualità offensive.
Struttura e identità
Il Dortmund si schiera prevalentemente con il 3-4-2-1. In porta c’è Kobel, affidabile tra i pali. In difesa Schlotterbeck rappresenta il leader del reparto, affiancato da Anton e Bensebaini, con alternative come Sule e Can. A centrocampo Nmecha garantisce presenza fisica e qualità, supportato da Sabitzer o Ozcan. Sugli esterni agiscono Ryerson e Svensson, capaci di coprire tutta la fascia. Dietro la punta, Brandt e Beier (con Adeyemi o Chukwuemeka alternative) offrono tecnica e imprevedibilità. Ma il riferimento offensivo è uno solo.
Guirassy, l’uomo decisivo
Come sottolinea L’Eco di Bergamo, Serhou Guirassy è il pericolo numero uno per l’Atalanta. L’attaccante, capocannoniere della scorsa edizione di Champions League, è tornato su livelli elevati e rappresenta il terminale ideale del sistema di Kovac. Forte fisicamente, abile nel gioco aereo e letale in area di rigore, è il giocatore che può indirizzare la doppia sfida. Il Dortmund dispone di talento diffuso, ma è Guirassy a fare la differenza nei momenti chiave. L’Atalanta è avvisata


