2 marzo: auguri a Bentancourt, Conti e Rossini

Lunedì 2 marzo, giorno che becchi, compleanno anche multiplo di ex atalantini che trovi: El Lagarto Bentancourt la meteora, Rossini il più amato e sfortunato, Conti quello che lasciato più malumori

Di Andrea Conti, ragazzo della Bonacina, quartiere di Lecco che guarda alla Valsassina e lontanuccio dal lago, nessun tifoso dell’Atalanta sarebbe disposto a dire di serbare un ricordo positivo dell’addio. Oggi che compie 32 anni è un disoccupato del calcio: nove partite negli ultimi tre anni tra un intervento al ginocchio sinistro e al tendine della caviglia, risoluzione con la Sampdoria il 10 luglio 2024 a un anno dalla scadenza del quadriennale e ritiro annunciato alla Gazzetta dello Sport il 18 aprile dell’anno scorso.

Da Conti a Rossini passando per Bentancourt: gli auguri del 2 marzo

Dei tre compleanni di lunedì 2 marzo Conti è indubbiamente il capofila a livello tecnico, lanciato da pendolino destro azzurrabile da Gian Piero Gasperini. A completare il quadretto, la meteora dell’attacco Ruben Bentancourt che ne fa 33 e ancora (non) segna, nel Liverpool di Montevideo cui è tornato il 24 gennaio scorso dopo la parentesi da scene mute nell’Argentinos Juniors, e l’amatissimo sfondatore Fausto Rossini da 48 tondi tondi. L’immagine, ahilui, più legata all’esterno destro frenato altrove da infortuni in serie è quella del passaggio al Milan infarcito delle dichiarazioni del procuratore (Mario Giuffredi) circa la possibilità di non presentarsi in ritiro nell’estate 2017. Ad accordo già praticamente fatto.

Conti, crociati e delizia

Arrivato bambino da Lecco, esterno di gamba e buona tecnica, bravo nelle due fasi e dalla spiccata propensione al gol spettacolare, Conti è noto in rossonero per aver superato le presenze nerazzurre da senior, 52 senza il becco di un gol contro le 50 bergamasche condite da una decina piena di successi personali e sei assist. Ma anche per la malasorte che a settembre 2017 e nell’aprile 2018 l’ha minato al crociato sinistro. Perugia e Lanciano le sue rampe di lancio, Parma la stazione dell’uscita dal grande calcio. 171 partite e 12 reti complessive con altrettante smazzate per il gol di un compagno, in dieci anni da professionista compresi i prestiti di Perugia e Lanciano prima dell’annata d’esordio in prima squadra grazie a Edy Reja e quella sempre a titolo temporaneo a Parma, sono cifre che recano le tracce di qualche interruzione forzata di troppo.

Rossini, il bomber mancato

Il grossetano Rossini, da centravanti abile nel gioco aereo, ma spesso generosamente spalle alla porta per far salire la squadra, frenato da caviglie sottili che non ne sorreggevano il fisicone, storicamente ha attraversato epoche molto diverse tra loro, benché consecutivamente o quasi dal 1996 targato Emiliano Mondonico al 2003 della cacciata di Giovanni Vavassori con salvezza fallita da Giancarlo Finardi nel doppio spareggio con la Reggina. In pratica, da Pippo Inzaghi a Gianni Comandini passando da Nicola Caccia, Maurizio Ganz, Bobo Vieri atto II e ovviamente Cristiano Doni che pari ruolo non era. 21 gol in 123 match dopo aver vinto Viareggio Cup (’97) e scudetto Primavera col Vava (’98), avrebbe poi proseguito con Bologna, Sampdoria, Udinese, Bellinzona e Como per ritirarsi trentatreenne (275 e 38 reti) e allenare fugacemente gli Allievi della Trevigliese. 1 presenza nel 1993 con l’Under 16 e 2 con un gol nel 1998 con la Nazionale Under-21 ne completano il palmarès. Che ricordi, quel trionfo mancato in casa del Milan: il quarto di secolo festeggiato imbracciando la doppietta a San Siro. Vive a Stezzano con la moglie alzanese Arianna, contitolare di My-Ni, azienda produttrice di smalti, e la figlia Carlotta.

Bentancourt, più Lagarto che Cavanito

In patria, nel piccolo Paese oriental stretto fra i colossi Argentina e Brasile, Bentancourt, giunto immaturo a fine gennaio 2014 nelle mani di Stefano Colantuono, oltre a Cavanito per la somiglianza col concittadino Edison è soprannominato El Lagarto (“La Lucertola”) de Salto (la sua città natale) e pure El Alergico al Gol. Nessuno avrebbe immaginato che il ragazzotto dalle 3 comparsate nerazzurre in croce, al posto di De Luca, Benalouane e Brienza contro Sassuolo, Genoa e Catania (1 punto solo) avrebbe potuto vincere, dal 2021 al 2023, due titoli uruguaiani e due supercoppe uruguaiane, a metà tra Penarol e Liverpool. Cresciuto nel Danubio, a Bergamo lo pescarono dai giovani del PSV. Bologna, Defensor Sporting e Arezzo le vicende da prestito prima di risolvere il contratto con Zingonia. Defensa y Justicia, Paranà, Sudamerica, Independiente Santa Fe, Atlante, Boston River e Nacional gli altri club. 5 gare e 2 successi personali con la Celeste, a livello Under 20 ha all’attivo il bronzo nel Sudamericano in Argentina e l’argento nel mondiale turco. 76 reti in 332 allacciate di stringhe non sono certo grandi numeri. Tanti auguri.

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