Vecchia guardia e riserve, è ora di osare: Musah deve giocare

Il centrocampista statunitense con le recenti prestazioni sta chiedendo a gran voce uno spazio più ampio. I numeri lì in mezzo sono risicati anche per l'anagrafe che incombeMusah

musah atalanta

A Reggio Emilia col Sassuolo, cannonata a rimorchio di Davide Zappacosta, lo sblocco anche psicologico, dato che in Italia non aveva visto la porta nemmeno per scherzo. Con la Lazio, la sua zampata aperta da Kamaldeen Sulemana, un altro che potrebbe a buon diritto reclamare una maglia dall’inizio ogni tanto, se non altro è valsa almeno il pareggio. Yunus Musah vuole far misurare sull’utilità recentissima le proprie chances di giocare da titolare, ma esiste un’altra valida ragione a supporto della promozione dallo start: l’età di Marten de Roon e in parte anche di Mario Pasalic che incombe, in una mediana orfana da gennaio di Marco Brescianini per scelta tecnica e societaria.

La vecchia guardia in mediana: Musah terzo incomodo

L’americano di Castelfranco Veneto cresciuto calcisticamente a Londra ha dalla sua la relativa freschezza, dato che spegnerà 24 candeline il prossimo 22 novembre. Il newyorkese di sangue ghanese s’era peraltro visto riconoscere il ruolo nello starting eleven da Ivan Juric, a Parigi nella prima di Champions League, quando il jolly croato era tra le linee. Il subentrato in panchina Raffaele Palladino, invece, oltre che dall’Union Saint-Gilloise, gli ha regalato l’opportunità in casa del Genoa il 21 dicembre da interno e dal Pisa da laterale destro a tutta fascia. La mediana, diciamo così, era ancora abbastanza affollata. Ma poi?

Musah, l’Under 30 in più ruoli

Il rientro in gruppo di Mitchel Bakker, finora comunque sempre spettatore non pagante sotto la volta di plexiglass, ha reso Musah un sovrannumero nel reparto degli esterni. Che ha il succitato Zappacosta intoccabile a destra, Raoul Bellanova costretto a mordere il freno e Lorenzo Bernasconi unico utilizzabile-utilizzato a piede forte a mancina. Alla fin fine Musah ha dalla sua velocità e grinta, anche se fisicamente è meno slanciato della coppia De Roon-Pasalic, in assenza di Ederson. Fisicamente, però, è il più sano. Super Mario, al netto di gol del primo pareggio ed errore sul secondo svantaggio mercoledì sera nella semifinale di Coppa Italia con la Lazio, non ha visto il primo marcatore Dele-Bashiru, il suo uomo, nemmeno in cartolina. Né il capitano olandese, che va per i trentacinque, può reggere il ritmo di un impegno costante sui tre fronti attualmente aperti. E così i 723 minuti in 23 partite condite anche da un assist dello yankee chiedono a gran voce un aumento della media di utilizzo. Il calcio va veloce, la vecchia guardia non può farlo sempre.

 

 

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