I 3 nodi al pettine di Gasperini. Ma i tifosi l’hanno blindato a prescindere

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La posizione del tecnico nerazzurro, per sua stessa ammissione, non pare così inattaccabile. I nodi e lo scudo dei tifosi

Resta il mistero, finché l’interessato non gli toglierà i veli, di chi, come, quando, dove e perché abbia o avrebbe imposto a Gian Piero Gasperini la Champions come obiettivo e la maglia da titolare per acquisti che secondo lui non rendono. “S’è esasperata ogni situazione, dando per scontate le vittorie e polemizzando per le sconfitte, un clima che avrei voluto fosse affrontato”, una delle frasi topiche offerte nel post Monza dal tecnico dell’Atalanta a mo’ di chiave per interpretare i nodi al pettine del confronto col club. Che sul piano dell’organico si chiamano portiere, col ritorno alla base o meno di Marco Carnesecchi e l’accantonamento o meno del ventimilioni Juan Musso, Merih Demiral sul piede di partenza e non ritenuto all’altezza della maglia da titolare dalla pausa per i Mondiali in avanti e infine l’attacco, coi due colombiani del ’91 al minimo rendimento e la coppia nuova Hojlund-Lookman divisa tra mercato e utilizzo centellinato.

I NODI DI GASPERINI. A voler grattare sotto la superficie delle dichiarazioni e dei distinguo da conferenza stampa doopogara, la questione appare sempre la stessa. E non c’è bisogno di andare troppo a fondo: gli investimenti in sé non fanno di un giocatore preso anche a peso d’oro un elemento adatto al calcio gasperiniano. L’ipse dixit: “La società ha fatto investimenti importantissimi spendendo cifre enormi. Alcuni giocatori sono stati valorizzati, altri no: se li metto in panchina, diventa un problema. I dirigenti sono correttissimi, ma sono aspetti in cui non voglio cadere, come non voglio che mi sia data la colpa se Malinovskyi va via”. Aggiornamento sullo stato dell’arte: gli azionisti di riferimento si sono visti (anche) lunedì, ma non col mister. Ci sarà tempo, s’era detto in tempi non sospetti ma già maturi per lanciare la necessità del tavolo nelle gengive dell’ovvio e dello scontato.

GASPERINI E IL MERCATO. Le scelte sulla composizione dell’organico che verrà sono ovviamente speculari al progetto, nel segno dell’interrogativo su cosa si vuol fare da grandi. Dal front office i segnali, in assenza di parole e paroloni che non sono nelle stimmate dei Percassi, parchi nell’adoperarle da imprenditori pragmatici di schietta impronta seriana, sono sempre stati chiari anche dopo l’immissione di capitale azionario fresco della cordata Pagliuca: “Siamo l’Atalanta e restiamo l’Atalanta secondo logiche da Atalanta”, ovvero mai il passo più lungo della gamba, mai dimenticare da dove veniamo e se arriva l’offertona le casse societarie restano aperte. Il Gasp, del resto, reclama di poter dettare legge solo sulla squadra, mentre alla dirigenza è affidato il mercato, “perché io chiedo ruoli e non nomi”. Non intende, insomma, essere messo in croce (“Non sono un nemico dell’Atalanta, mi sono sempre impegnato al massimo e sono sotto contratto, non potevo dare per scontato che fossimo almeno da Europa League”) se usa chi è utile alla causa. Non a caso, alla vigilia dell’ultima giornata, s’è sentito in dovere di bocciare Brandon Soppy, unico dei nuovi, a dispetto dei 3 assist più il rigore procurato decisivi tra il 3-1 e il 2-1 casalinghi al Torino e al Sassuolo quando il girone d’andata arrideva ai nerazzurri in testa per sette giornate e in solitario alla quinta.

GASPERINI, I GIOCATORI E I TIFOSI. bisogna ammettere che, graditi a lui o meno, in tanti sono finiti nel tritacarne. In corsia è sfilato un numero impressionante di PEDINE: Conti, Dramé, Hateboer, Gosens, Castagne, Arana, Mojica, Piccini, Depaoli (questi ultimi 4 insieme), Maehle, Zappacosta e Soppy. In difesa, Skrtel durato tre settimane in precampionato e Kjaer mezza stagione. E poi, dalla cintola in su, Schimdt, Cabezas, Paloschi, Pesic, Vido e mettiamoci pure anche Petagna (congeniale al suo gioco, anche se segnava poco) e Gomez poi arretrato prima di litigarci. In porta, bruciati Sportiello, Berisha e pure Gollini. Un nome può anche essere condiviso, ma se alla prova dei fatti non si adegua a metodi e ritmi c’è poco da fare: panchina, o tribuna, o cessione. Colpa di qualcuno per forza? Assolutamente no. E chi si prenderà mai la briga di mandare via uno che ti ha fatto fare 400 milioni di plusvalenze portandoti in Europa sei volte su sette di cui tre in Champions? Il controllo della società è americano, ma la gestione sportiva è bergamasca. E il contratto fino al 2024 ha un’opzione esercitabile da chi comanda. I tifosi, intanto, si stanno ergendo a scudo umano per difendere la posizione dell’uomo sulla tolda della nave da EL: “Assaltiamo l’Europa… insieme”.

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Molamia
Molamia
2 anni fa

Gasp presidente, vuol vincere. Gli altri solo soldi.

Piercarlo
Piercarlo
2 anni fa

Conti, Hateboer, Gosens, Castagne, Maehle, Zappacosta e Petagna non sono finiti in nessun tritacarne. Sono o sono stati tutti titolari e chi è stato venduto è perchè voleca andare e per esigenze di bilancio. Dramé, Arana, Mojica, Piccini, Depaoli (questi ultimi 4 insieme), Skrtel , Kjaer, Schimdt, Cabezas, Paloschi, Pesic, Vido, Berisha e Gollini dopo la DEA hanno fatto ZERO! Tutti tranne Kjaer. Gomez non è stato arretrato da nessuna parte, hanno litigato perchè voleva giocare a sinistra (o a destra non ricordo) in quanto più funzionale per la nazionale. Pertanto articolo non reale.

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2 anni fa

Tutti utili nessuno indispensabile, i numeri tutti dalla parte di Gasperini ma ricordiamoci anche che chi non osa non vince. Forza Atalanta 🖤💙🖤💙

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2 anni fa

Nessuno è perfetto

tifoso da stadio
tifoso da stadio
2 anni fa

Voglio proprio vedere se L’Atalanta si prende in carico due allenatori da stipendiare con il ricschio di un nuovo allenatore che èun incognita. Se la faranno sotto solo all’idea e quindi .. vai di rinnovo a Gasperini a manetta .. con le solite dichiarazioni di rito che significano poco o nulla. Ci scommetto !!

Diego
Diego
2 anni fa

Gasperini vattene!

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2 anni fa

A me piacerebbe sapere chi ha voluto Musso e Bogà. Così come mi piacerebbe sapere perché Demiral é stato sbattuto in panchina dopo che aveva contribuito a tenere la Dea tra i primi tre, con la seconda miglior difesa, fino alla sciagurata partita di Lecce! So che avete la memoria corta, ma Lecce il Gasp ha mandato in campo una formazione indegna!!!

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2 anni fa

Semplicemente vuole libertà di scelta il mister, se gli comprano giocatori da 20 milioni che non riesce a far rendere o che non si adattano vuole poterli tenere in panca senza che nessuno si lamenti (società per le mancate plusvalenze ma anche tanti tifosi che appena non gioca il proprio beniamino lo insultano). L’ha spiegata benissimo ieri, non ha mai chiesto giocatori e l’unico suo ex giocatore che ha mai avuto all’Atalanta è stato Ilicic, non vuole fare mercato ma vuole avere pieno potere sul dopo mercato. Chi non vuole tenere in squadra l’avrà detto chiaramente e si aspetterà di non ritrovarseli l’anno prossimo ma di avere volti nuovi su cui lavorare.

Ivo
Ivo
2 anni fa

Grande Gasp ma i soli ruoli che ci mancano sono i due centrali di centrocampo forti e soprattutto precisi!! Poi siamo da Champions. Perché De Roon da solo non ce la fa e si è visto nelle partite perse quest’anno che il centrocampo ha fallito in diverse partite perdendo tanti tanti palloni e tanti tanti punti ma per migliorare serve subito un aiuto costante a DeRoon in interdizione e costruzione che è la parte Fondamentale nel gioco de Gasp. Così torneremo fortissimi e dominanti

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2 anni fa

Appunto..neppure l’americano .se ha acquistato è perché ha visto le plusvalenze in aumento

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