Da Boldini a Schelotto, compleanno per quattro

70 anni per il mancino bresciano Boldini, 54 per il marchigiano Vecchiola. Oltre al trentacinquenne Galgo, anche il carneade Lombardo

schelotto

Ne combina sempre una. Al Barletta, scoperto a fare il tifoso della Beneamata in Champions con l’Atletico Madrid il 20 febbraio scorso, l’addio consensuale il 5 aprile, finito fuori squadra da capitano (in serie D) che era. E qui? Una stagione e mezza dopo il paio di parcheggio al Cesena, da 56 presenze e 2 gol più 8 assist, a correre su e giù con quella falcata da Galgo, il Levriero. Sdoganato dalla Magna Romagna in bianconero nel Belpaese da comunitario di una carriera che pareva promettere un po’ di più, portato a Bergamo da Carlo Osti, in gol a Novara e Cesena, contropartita per la comproprietà dell’altro bel caratterino Marko Livaja, l’Inter, Ezequiel Schelotto, con le sue 35 primavere il più giovane dei quattro festeggiati atalantini del 23 maggio, al netto di qualche intervista piena di rimpianti e bei ricordi a Bergamo si fa ricordare la mega rissa da interista del 7 aprile di 11 anni fa a San Siro. Un 4-3 per Stefano Colantuono e per il triplettista German Denis che al gong vide sul ring Luca Cigarini, Carlos Carmona e l’attuale collaboratore tecnico Cristian Raimondi. Della serie, c’eravamo tanto amati.

Schelotto e gli altri: le candeline del 23 maggio

Ma di candeline da spendere ne hanno altri tre, oggi. Uno faceva il terzino sinistro e indossava la numero 6, perché il 3 era di Carmine “Mimmo” Gentile. L’altro la 7 o la 11, da esterno alto o punta aggiunta. Simone Boldini, che ne fa 70, retrocesse al secondo anno con Nedo Sonetti, Sebastiano Vecchiola (54) partecipò al ritorno in A con Emiliano Mondonico. Dagli anni ottanta e novanta dell’Atalanta, ecco altri due compleanni del 23 maggio. Ma oltre al bresciano di Ghedi e al sambenedettese già dirigente del Grottammare, c’è da aggiungere la meteora italo-canadese Andrea Lombardo: è un ex del pallone, nato a New York, Ontario, cresciuto tra il Woodbridge in patria e il Manchester City, una comparsata finale alla Viareggio Cup in Primavera sotto Giancarlo Finardi e una in B regalatagli dal Cola a Bari il 15 ottobre 2005 a 13′ dal 90′ al posto di Igor Budan (2-1 locale, Soncin, Sibilano e al 90′ passato Gazzi). Fine: prestiti a Perugia e Rieti, quindi Toronto FC, Toronto SC e Vaughan Azzurri ritirandosi trentenne.

Boldrini, ad Ascoli con Perico

Proveniente da Napoli nelle liste suppletive dell’ottobre 1985, Boldini, cresciuto nel Milan, dove vinse da rincalzo la Coppa Italia (’72 e ’77) e lo scudetto della stella sotto il Barone Nils Liedholm nel ’79, e formatosi nello Spezia e nel Como, ad Ascoli (1979-83) aveva incrociato i destini degli ex (e futuri) nerazzurri Eugenio Perico (giovanili), Adelio Moro e Hubert Pircher. Compagno anche sotto la Maresana, il mediano-difensore di Curno: 17 presenze in campionato di cui 13 da titolare nella prima stagione, 11 (2) nella seconda, più 2 e 5 in Coppa Italia, da runner up dei Ciucci del double dell’ex compagno Maradona e Bianchi. Sul campo, ancora Pistoiese e Saronno, ritirandosi nel 1990; in panchina, dal ’92, la capitale lombarda dell’Amaretto, Monza, Carrarese, Livorno, Pro Sesto, Como, Lugano, Renate, Tritium e Olginatese. Da novembre 2018 a novembre 2019, poi ancora nell’inverno del 2022.

Il giovane Vecchiola

Vecchiola arrivò ventiquattrenne nell’incipit del Mondo Atto II, nell’estate del ’94. Cresciuto nella natìa Sambenedettese e passato per il quadriennio all’Ancona, dopo la parentesi orobica avrebbe giocato con Venezia, Pescara, Reggiana, Ravenna, Genoa, Napoli, Mestre, Maceratese e di nuovo all’ombra del Conero con ritiro a quota 35. Nella Dea trainata nella massima serie dai gol (14) di Maurizio Ganz, che come compagni di reparto poteva contare su Giampaolo Saurini, Federico Pisani e Leo Rodriguez, con Cristiano Scapolo all’ala, l’uomo del Tronto si fece 13 partite su 20 dal primo minuto più un paio a testa in Coppa Italia e nel Torneo Anglo-Italiano, andando a segno quattro volte: doppietta nel tris casalingo al Delfino il 23 ottobre 1994 da cambio nella ripresa di Emanuele Tresoldi, pari su rigore col Cesena l’11 dicembre e il terzo nel 3-2 di Venezia il 25 febbraio 2005 da subentrato (68′) a Tomas Locatelli. Da dirigente vicino a casa le esperienze extra-gioco: Anconitana, Castelfidardo e Grottammare.

Schelotto, le corse del Levriero

’Rioplatense di Buenos Aires, oriundo di Cogoleto (i fratelli Emanuel Federico e Lucas Daniel sono calciatori come lui: bella media, 3 su 7 di cui 5 maschi) e con famiglia al seguito anche sotto le Mura Venete, nella breve permanenza a Milanello si fece voler bene per aver pareggiato i conti nel derby casalingo del 24 febbraio 2013. Mezza stagione, niente programmi a lungo termine per uno mai fermo, nemmeno nella vita privata ma lasciamo stare: l’esperienza più lunga risale alla Romagna, due annate e mezza nel club che l’aveva scoperto nel Banfield per portarlo diciannovenne in Italia. Da “nemico”, il poker firmato davanti ai suoi ex tifosi nel Parma del bergamaschissimo Roberto Donadoni, il 16 febbraio 2014. Nella famosa e collaudata catena di destra con Andrea Masiello nel 4-4-2 colantuoniano, il 2011-2012 con partenza dal meno 6 per il pasticcio del calcioscommesse era proprio stato di corsa. Sorvoliamo su discoteche e ragazze, sono ragazzi anche i calciatori, ma dopo un multone decembrino la stagione successiva dal dg Pierpaolo Marino, separazione in casa e plusvalenza. Un’unica presenza in Nazionale azzurra (il 15 agosto 2012 nel ko per 2-1 a Berna con l’Inghilterra) non è stata finora un granché: prestito a Catania prima di Bergamo, al Sassuolo, al Parma e al Chievo da interista, quindi a titolo definitivo allo Sporting Lisbona (quasi due stagioni, il record dei record) e al Brighton che al secondo giro di corsa l’ha tenuto fermo fino alla finestra invernale riaperta sul lato “musso” della città di Giulietta, un Chievo cui ha sacrificato il crociato 5 inverni fa. Dal 2021 al 2023 è in Argentina, tra Racing Avellaneda, Aldosivi e Deportivo Moron. 21 reti e 24 assist in 324 allacciate di scarpe non sono poi robetta. Tanti auguri

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Mercoledì 19 marzo 2025: candeline spente in condivisione dall'ala spacciata per centravanti Giuseppe Doldi e...
Bomber per modo di dire, il danese, mai un titolare, se la cavava soprattutto nelle...
zaniboni
Il difensore di Stagno Lombardo, uno dei ragazzi (acquisiti) del dottor Brolis a fine anni...

Altre notizie