Da un lato l’Atalanta, che punta sempre a migliorare come il suo allenatore, e che per questo ha ancora un obiertivo da raggiungere: il terzo posto, già centrato in passato (2019, 2020 e 2021), ma mai con due finali giocate e una Coppa vinta. Per questo, per il prestigio di una medaglia di bronzo, per i 2 milioni sul piatto, per le sorti del fantacalcio che fa più di mezza Italia, per la vetrina sulle nazionali e sul mercato e per amore della loro gente, i nerazzurri cercheranno la vittoria e i 72 punti per sorpassare la Juve a 71. Turnover ma non troppo quindi contro l’ottava in classifica che, come ricorda il Corriere di Bergamo, dall’altro lato è maledetta dalla Conference (due finali perse in due anni) e proprio per questo costretta a riviverla anche la prossima stagione.
Non poteva arrivare in modo più diverso dell’Atalanta la Fiorentina. Il morale è dei peggiori: questa gara le ricorda la scomparsa di Joe Barone e il malore che colpì il direttore generale viola proprio il 17 marzo, al Devero Hotel a Cavenago di Brianza, prima del match con l’Atalanta. A lui la squadra avrebbe tanto voluto dedicare la Coppa di Conference League, persa invece mercoledì ad Atene contro l’Olympiacos. Di misura e al 116’, con tutta la fatica fisica e mentale che i tempi supplementari comportano, specie in una finale. Sudore e lacrime l’accompagnano da quattro giorni.
Non solo, invece che supportarla e rincuorarla, il tifo viola si è schierato contro il club: la Curva Fiesole ha bersagliato il presidente Rocco Commisso e i giocatori, “che con un atteggiamento indegno sono complici del fallimento” in un duro comunicato in cui chiedono risposte e “un progetto sportivo serio e all’altezza”. Il paragone con l’Atalanta non li aiuta di certo e il settore ospiti oggi sarà tutt’altro che affollato.


