11 agosto: festeggia anche Rantier

41 anni per il mancino francese dell'attacco arrivato quasi diciottenne a Zingonia ma fermatosi poi a una sola apparizione in prima squadra

Non solo Bortolo Mutti. L’11 agosto è anche il compleanno di una meteora nell’attacco nerazzurro. Scollina oggi oltre la quarantina Julien Rantier, 104 gol in 531 match in carriera, scarpe al chiodo due estati or sono e all’Atalanta di fatto una meteora. Un francesino che vive ancora il ricordo di quei 54 minuti concessigli contro il Como dal suo mister anche nelle giovanili Giancarlo Finardi, attuale vice responsabile del vivaio di Zingonia alle spalle di Roberto Samaden. L’eterno ragazzo di Alès sarà ancora lì a rimpiangere la chance mancata: avrebbe voluto restare a Bergamo, salvo però finire a Vicenza nel doppio scambio con Simone Padoin, “sostituiti” da Antonino Bernardini e Michele Marcolini.

L’11 agosto di Rantier, un rimpianto su due piedi

Dopo il Covid-19 il francesino Rantier, esterno offensivo o seconda punta, ha chiuso con Nibbiano & Valtidone, Codogno (Lodi) per mezz’annata e infine Agazzanese, nel Piacentino che gli fa tuttora da seconda patria. Curiosamente, di cugini d’Oltralpe nella Dea hanno giocato soltanto in sette: prima di lui Sauzée e Dabo, in seguito Tameze, Soppy e poi Adopo. Il suo sogno atalantino ebbe la stessa durata di Costinha, a differenza sua però tutto fuorché una gloria della cantera.

La gloria effimera del francesino

Bergamo, sabato 17 maggio 2003, giornata numero 33: l’esordio da titolare, contro il Como, prima di lasciare il posto a Davor Vugrinec. Fine dell’esperienza nella prima squadra e addio massima serie per Julien Rantier. Eppure il mancino della Provenza, una Coppa Italia Primavera insieme ai vari Agazzi, Padoin, Lazzari, Pazzini e Montolivo, sembrava un predestinato. Dai 34 anni in avanti, una vita sportiva ricominciata nel Vigor Carpaneto in serie D. L’occitano arrivato dal Nimes nel 2001 vidimò il badge grazie al rimpiazzo di Giovanni Vavassori in quel 2002-2003 da retrocessione ai playout con la Reggina, nel 2-1 in rimonta firmato Cristiano Doni (il primo su rigore, per fallo di Brunner su Gautieri) dopo lo svantaggio di Nicola Caccia, l’ex che subendo un falciaerba da Berretta ne determina la cacciata alle soglie dell’intervallo. La prima volta, l’ultima: Lanerossi, AlbinoLeffe, Verona, Piacenza, Taranto, Perugia, Alessandria, Pro Piacenza, Bassano e Sudtirol. Tanti auguri.

 

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