Uno, almeno, una promozione, quella con Andrea Mandorlini, suo mentore già allo Spezia, l’ha centrata. Fa niente se poi non bastò Delio Rossi a evitare la nuova caduta in B e Stefano Colantuono lo lasciò andare al Bologna a metà annata. Nelle sue due stagioni e mezza dall’estate 2003 alla sessione invernale 2006, nondimeno, Nicola Mingazzini, mediano faentino neo quarantaquattrenne festeggiato oggi, martedì 13 agosto, in 87 presenze segnò esattamente lo stesso del gemello diverso neo quarantasettenne Apostolos Liolidis che l’aveva preceduto all’Atalanta di mezza annata prima di farsi sbolognare all’Alzano Virescit in C1 da Giovanni Vavassori: in 4 comparsate l’attaccante greco non la mise nemmeno per scherzo.
Liolidis, il pianto greco
Chiuso da Doni, Rossini, Bianchi, Pià e Comandini, Liolidis da Salonicco non riuscì a vivere di rendita sui 39 palloni nel sacco in maglia Aris, coppe escluse. Un’avventura aperta e conclusa nel solo autunno. Prima apparizione, nell’andata del secondo turno di Coppa Italia in casa della Sampdoria, il 25 settembre ’02, al posto di Fausto Rossini 12′ della ripresa: tempo 6 minuti e l’ex Corrado Colombo la mette. 4 giorni e si fa a Udine gli ultimi nove minuti a Udine per Alex Pinardi (21 minuti prima il matchball di Sensini), quindi il ritorno coi blucerchiati a Bergamo il 23 ottobre (un’ora di gioco e sull’1-1, Iacopino su rigore e Comandini, gli subentra la meteora Fabiano Medina) e il 10 novembre in casa del Chievo: Sala è già stato rimontato da Cossato e Franceschini, Apostolos viene gettato in mischia per Berretta (83′) e i Mussi ne fanno un altro paio, con Perrotta e col primo.
Liolidis propheta in patria
A gennaio del 2003, et voilà, l’Alzano Virescit (Gianpaolo Rossi, gloria atalantina, perde il posto a favore di Davide Roncaglia), dove buca la rete in sette occasioni su dodici. Il cerchio si chiude col ritorno in Grecia: Panionios, Aris, Niki Volos, Ilioupoli e Kalamata, patria delle omonime olive, con ritiro a 32 anni. L’acuto vero e proprio in carriera è il gol a El Salvador in un 3-0 della sua nazionale, in cui due partite può dire di averle fatte. Auguroni.
Mingazzini e la vita da mediano
Raggiunto poi a Bologna dall’esterno-fantasista mancino Davide Bombardini e con lui ricongiunto all’AlbinoLeffe in B nel 2010-2011, il romagnolissimo Mingazzini era il portatore d’acqua del regista Antonino Bernardini e della mezzala Michele Marcolini. Esordi in B col Ravenna nella stagione 1998-1999, atterrò sui cieli di Bergamo dopo il quadriennio in volo cogli Aquilotti fino alla C1. Nocerina, Pisa e Lucchese le ultime tappe di una vicenda professionale chiusa quasi trentottenne. Tanti auguri.



