La strategia dell’Atalanta: rallentare per correre più forte

L’Atalanta ha spesso registrato prestazioni altalenanti a gennaio, come nel caso della sconfitta contro la Spal nel 2020 o del pareggio con il Genoa nel 2021, seguite però da serie vincenti che hanno rilanciato le ambizioni della squadra

L’Atalanta, dopo il pareggio a Udine, sembra attraversare un momento di calo fisico, ma questa fase potrebbe essere parte di una strategia mirata a garantire risultati migliori nel lungo termine. La prestazione sottotono contro i friulani, culminata con appena due tiri in porta, offre spunti di riflessione sulle condizioni della squadra e sulle sue prospettive future. La prestazione di Udine ha mostrato un’Atalanta meno brillante del solito, complice forse l’intensità degli allenamenti e le peculiarità tattiche dell’Udinese, squadra fisicamente e strategicamente simile ai nerazzurri. Nonostante il punto conquistato, le difficoltà sono emerse in modo evidente, con l’assenza di un centravanti come Retegui che ha penalizzato l’efficacia offensiva.

Strategie di preparazione e carichi di lavoro

Come sottolinea L’Eco di Bergamo, la squadra di Gian Piero Gasperini ha dimostrato, negli anni, di essere capace di accelerare nella seconda metà del campionato, grazie a una preparazione fisica mirata. Gli allenamenti intensivi svolti in questo periodo dell’anno possono sacrificare la brillantezza nell’immediato, ma offrono benefici tangibili nel lungo termine, soprattutto quando il calendario diventa più serrato. L’Atalanta ha spesso registrato prestazioni altalenanti a gennaio, come nel caso della sconfitta contro la Spal nel 2020 o del pareggio con il Genoa nel 2021, seguite però da serie vincenti che hanno rilanciato le ambizioni della squadra. Questa metodologia, consolidata negli anni, potrebbe essere la chiave per affrontare il tour de force che attende i nerazzurri, con partite ogni tre giorni. A Udine, l’assenza di Retegui ha evidenziato alcune difficoltà nel reparto avanzato. La scelta di schierare Pasalic come falso nueve non ha dato i risultati sperati, soprattutto contro una difesa compatta come quella friulana. L’Udinese, peraltro, è una squadra fisicamente dominante e abituata ai duelli, elementi che hanno storicamente messo in difficoltà l’Atalanta. Le statistiche della partita sono emblematiche: solo due tiri in porta, di cui uno effettivamente pericoloso, rappresentano un’anomalia per una squadra che fa dell’aggressività e dell’attacco costante i propri punti di forza. Questo dato potrebbe riflettere non solo il momento di appannamento fisico, ma anche le difficoltà nell’affrontare squadre simili per caratteristiche. Nonostante il rallentamento, l’Atalanta rimane pienamente in corsa per gli obiettivi stagionali e i nerazzurri hanno dimostrato di poter competere ai massimi livelli.

 

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GORDON
GORDON
1 anno fa

La vera strategia è quella di fare più punti possibile e questi tre pareggi non hanno dimostrato un calo fisico, ma semmai, a tratti, mentale, perché gli avversari (Udinese Lazio e Cagliari) hanno voluto intenzionalmente saltare il centrocampo nerazzurro, impedendo così il giro-palla naturale alla squadra. Poi nei secondi tempi i ragazzi sono saliti di condizione e concentrazione sfiorando la vittoria. Comunque Gasperini ha ragione ad insistere su almeno due o tre rinforzi (un centrale e un mediano-mezz’ala ed una punta esterna) per non perdere di vista gli obbiettivi di successo. Sicuramente la società si sta movendo, ma il tempo stringe e mi vengono in mente alcuni nomi: Per il centrale Danilo che la Juve non vede l’ora di disfarsene anche in prestito; Oristanio mezz’ala del Venezia oppure Migliore della Salernitana, sprecato per la serie B e come attaccante esterno di sinistra Karamoh del Toro, oppure Morente ala sinistra del Lecce

Bergamo paesello
Bergamo paesello
1 anno fa

Scendi dal piedistallo bergamino

Giovanni
Giovanni
1 anno fa

Bergamo è nazione
Il resto è meridione
Inetto uomo di m….a

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1 anno fa

Sperem in bee

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1 anno fa

Mi piacerebbe vedere qualche tiro in più da fuori, metà dei goal segnati in serie A sono tiri da fuori magari anche deviati, si dovrebbe lavorare un po’ anche su questa soluzione, soprattutto con squadre chiuse arrivando velocemente al tiro.

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1 anno fa

Il problema è che non giochiamo più in attacco ci difendiamo x il punto e gli altri ci sovrastano,noi a difenderci siamo scarsi,per fortuna che c’è Carnesecchi!

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