31 gennaio: oltre al Tir, candeline per Bonci e Parravicini

L'attaccante degli anni settanta ballò una sola stagione, il mediano milanese mezza chiudendo il biennio delneriano: il compleanno di due atalantini per caso

parravicini

L’attaccante che fu ne spegne 75, l’altro 43, virato di panchina al Sangiuliano City dopo essere tornato per la terza volta al capezzale dell’alma mater Pro Sesto in serie C. Le candeline degli ex dell’Atalanta di oggi, mercoledì 31 gennaio, si esauriscono col modenese di sangue paterno cesenate Fabio Bonci e col mediano milanese Francesco Parravicini, ballato a Bergamo solo mezza stagione.

Bonci, toccata e fuga anni settanta

Bonci, figlio (Iro: Cesena, Modena, Forlimpopoli, Fiorentina, Piombino e Riccione, allenatore delle giovanili canarine) e nipote (Adler, Emilio e Remo, tutti bianconeri cesenati) d’arte, dal ’67 al ’69 aveva fatto l’aspirante vice o erede di Pietro Anastasi nella Juventus di Heriberto Herrera, che avrebbe ritrovato proprio sotto la Maresana nel 1974-1975 come sostituto di Giulio Corsini (6 punti in 7 giornate). In bianconero, soltanto il gol al Napoli nell’ultima Pasqua (6.4.1969) degli anni sessanta. Poi, con la gavetta alle spalle con Moglia e Reggiana, ecco Varese, Mantova, Parma, Perugia, Atalanta, Genoa e la squadra natìa del padre per sfondare oltre il centinaio di reti. Di cui 7 nella Dea di Antonio Percassi, Gaetano Scirea, Gianfranco Leoncini, Giovanni Pirola e degli altri attaccanti Sergio Pellizzaro-Emanuele Gattelli (6 a cranio). Lui, il figlio di Modena con Cesena nelle vene, fino all’avvicendamento in panca l’aveva messa al Varese dal dischetto in un 2-1. In seguito, Avellino due volte, Ascoli e Catania le altre vittime in 29 allacciate di stringhe, più 7 a secco in Coppa Italia. Un undicesimo posto con poca gloria.

Parravicini, una vita da mediano

La numero 55 del mediano sestese è un piccolo grande oggetto di culto fra i tifosi nerazzurri, qualcuno dei quali la sfoggia tuttora sui due rettilinei. Era un classicissimo da parterre di tribuna centrale finché è esistito, prima del restyling dello stadio. Pur senza particolari doti tecniche e senza un fisico gladiatorio, Parravicini ha nel palmarès una più che onesta carriera. Iniziata e conclusa proprio a Sesto San Giovanni, nel glorioso “Breda”. Treviso, Palermo e Parma le stazioni prima di Bergamo; Siena, Livorno e Novara tra quelle successive. Approdato a Zingonia in prestito a gennaio 2009, anno secondo dell’era Gigi Delneri, a giugno fa le valigie. Tre presenze da titolare (contro Fiorentina, Genoa e Juve) su otto in un reparto affollato: Luca Cigarini, Tiberio Guarente, Diego De Ascentis e Simone Padoin quando non gli toccava la corsia. Tanti auguri.

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