Etrit Berisha, il più famoso tra i festeggiati (ex) nerazzurri di oggi, lunedì 10 marzo, è ufficialmente un disoccupato da un annetto. Dopo due stagioni alla Spal e altrettante al Torino dall’estate 2019 dell’addio a Zingonia, quella singola con l’Empoli per adesso ha messo fine alla sua carriera. Ma la storia non la si dimentica, specie quando la si scrive insieme: 91 partite e 104 reti subìte nel primo triennio pieno di Gian Piero Gasperini, compreso il paio di giri di corsa in Europa League rispettivamente fino ai sedicesimi e alla finale playoff delle qualificazioni a Copenaghen persa ai rigori. Lui, il portiere tutto istinto, spegne 36 candeline. Il pari ruolo e pari piede (mancino) Alessandro Turrin, svincolato da un quadriennio salvo errori, ne scrive 26. 42 tondi, infine, per Francesco “Ciccio” Ruopolo, 8 gol in 33 partite nella stagione 2010-2011 della risalita dalla serie B atto II di Stefano Colantuono.
Berisha e la rumba dei portieri
Giunto a Bergamo dalla Lazio, con diritto di riscatto esercitato l’estate successiva a 5,5 milioni, all’ultimo giorno della finestra estiva, il 31 agosto 2016, per via delle riserve del Gasp su Marco Sportiello, il nazionale albanese avrebbe finito poi finito a sua volta per farsi cucinare a fuoco lento dalla rivalità interna con Pierluigi Gollini. Al primissimo giro di corsa di alto livello, infatti, l’albanese “dal 49 storto” per dirla con la battuta simpatica del Gasp allorché questi venne a sapere dei ben 4 rigori su 4 segnati in carriera, non seppe regalare un seguito all’altezza. Nativo di Pristina nel Kosovo e cresciuto nel 2. Korriku, dal 2008 al 2013 c’è la Svezia, al Kalmar, con le prime sei presenze in EL. Con l’Albania, 81 allacciate di scarpe e 79 palloni raccolti nel proprio sacco.
Ruopolo, il Ciccio del gol
Di passaggio ma pure di sostanza l’aversano emigrato a Modena treenne con la famiglia, cresciuto tra Carpi e Parma. Prima o seconda punta fisica e discretamente tecnica, per quanto senza grossi bottini, dai primi prestiti con Pro Patria e Cittadella passa alla Lokomotiv Mosca per poi rimpatriare, inizialmente nella Triestina e poi nell’AlbinoLeffe da eroe locale grazie ai 43 gol in 145 presenze sfiorando la A nella finale playoff col Lecce nel 2008. Quindi, Padova, Reggiana e Mantova prima di andare al Rezzato (in serie D) e chiudere tra Bagnolese e Castelvetro a quota 36 per riavvicinarsi a casa.
Turrin, l’altro numero 1 del 10 marzo
Il terzo festeggiato di oggi, invece, non ha mai avuto la ventura di esordire con la prima squadra. Prodotto di Zingonia dai Giovanissimi, nato a San Vito al Tagliamento, sballottato a titolo temporaneo dai 19 in su tra Forlì, Gubbio, Reggina, Francavilla e Imolese, ceduto ventiduenne con la lista gratuita alla Manzanese, a cavallo della pandemia finisce al Brian di Lignano Sabbiadoro dove si libera del contratto nella prima annata piena teorica. Coraggio, ragazzo.



