Gli auguri della Grande Vigilia: “saracinesca” Pinato e Zambetti

61 rivoluzioni terrestri per il recordman di imbattibilità societario, sessantacinque per la grande promessa di Lallio

Il 15 marzo, in casa Atalanta, grande vigilia del big match in chiave scudetto con l’Inter comprensiva di doppio compleanno. Il portiere e l’attaccante fatto in casa, il sessantunenne Angelo Pinato e il sessantacinquenne Angelo Zambetti, quest’ultimo protagonista della risalita dalla serie C che una volta dato il suo contributo scese di categoria a Ospitaletto e nella Brembillese chiudendo trentenne.

Pinato, un portiere in carriera

Il monzese Pinato, fra gli scopritori di Gigio Donnarumma, in nerazzurro fu titolare una sola stagione sulle undici totali dal 1990 al 2002. Per la bacheca c’era stato il Milan, Supercoppa Italiana (1988) e Coppa dei Campioni (1989) da riserva di Giovanni Galli. Rientrato nel natìo Monza (Coppa Italia di serie C, o semiprofessionisti, nel 1988), optò per una tranquilla carriera in provincia. Da vice di Fabrizio Ferron prima, con l’interludio a Piacenza nel 1991/92, e Alberto “Jimmy” Fontana e Massimo Taibi poi, dal 1997 al 2002, per chiudere a 39 anni nella Sampdoria dove s’era precedentemente trasferito proprio il bollatese volante che gli ostruiva la strada della gloria sotto le Mura.

Il record d’imbattibilità di Pinato: una saracinesca

L’attuale preparatore dei portieri del vivaio milanista è tuttora il detentore del record di imbattibilità societario di 757 minuti stabilito nel 1996/97, quando riuscì a scalzare Davide Micillo (23 presenze e 25 gol presi in campionato contro 11 e 21) tenendo lo specchio illibato dalla dodicesima alla diciannovesima. In tutto, 70 presenze tra A e B, 26 in Coppa Italia e 2 nel Torneo Anglo-Italiano. Compagni di viaggio come Claudio Caniggia, Paulino Evair, Valter Bonacina, Daniele Fortunato, lo stesso Superpippo Inzaghi (capocannoniere a 24 nell’annata d’oro del portierone), Mimmo Morfeo, Gigi Lentini e i nuovi fenomeni del Vava a cavallo dei due secoli (Bellini, Pinardi, Pelizzoli, Zauri, gli Zenoni). Tecnici come Piero Frosio, Bruno Giorgi, Marcello Lippi, Emiliano Mondonico, Bortolo mutti e Giovanni Vavassori. E pure la chicca del poker di rigori parati: quelli all’ex compagno di squadra Scapolo in un Bologna-Atalanta 3-1 e a Batistuta in un occhiale al “Franchi” con la Fiorentina nella stagione buona, più il paio a Daniel Andersson nel 2-0 a Bari del 22 ottobre 2000 (gol di Rossini e Ventola). Auguri, campione.

Zambetti, la meteora che ci sapeva fare

Non era facile divincolarsi e scalare le gerarchie in un reparto con Carletto De Bernardi, Lele Messina ed Ezio Bertuzzo, mettendoci anche la sottopunta Augusto Scala. Eppure, nell’anno di grazia 1981, tra B e C, il lalliese Zambetti segnò al Foggia nel 2-0 del 29 marzo, da match winner il 31 maggio col Bari a Bergamo, quando Giulio Corsini aveva già sostituito Bruno Bolchi e infine nel sedicesimo di andata di Coppa Italia in casa del Derthona per pareggiarla il 25 novembre. Fine degli acuti sottoporta del promettente e tecnico attaccante, più una seconda punta o un fantasista, dopo 44 presenze. Per lui, in seguito, solo C e Interregionale. Tanti auguri.

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Marco
Marco
1 anno fa

Grande e silenzioso auguri.

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1 anno fa

Auguri

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1 anno fa

AUGURI

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1 anno fa

Magico Davide❤️

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